Mattatoio a rischio chiusura. Il direttore di Coldiretti Macerata Nasini: «Impatto devastante, ipotesi da scongiurare»

Giordano Nasini
Giordano Nasini
di Mauro Giustozzi
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Giovedì 1 Settembre 2022, 04:30 - Ultimo aggiornamento: 08:13

MACERATA - Trenta giorni per scongiurare la chiusura del mattatoio Cozoma. di Macerata, uno dei più grandi non solo delle Marche ma del centro Italia. Se non si troverà una soluzione ciò finirà per creare un problema a tutto il settore zootecnico, basti pensare che tra soci della cooperativa BovinMarche e privati che utilizzano il mattatoio maceratese, provenendo anche da fuori provincia, si stima che siano non meno di 5/600 le aziende che si troveranno nell’emergenza di non avere più il riferimento maceratese dove poter portare e lavorare le proprie carni. 

 
«Molto probabilmente il prossimo 30 settembre chiuderà i battenti il mattatoio di Macerata, il più grande della nostra regione - afferma Giordano Nasini, direttore di Coldiretti Macerata-. Di lì passano 2000 capi di bestiame l’anno: 1100 sono della cooperativa BonvinMarche, gli altri 900 di privati. Di questi calcoliamo che almeno 1500 provengono dalla nostra provincia. E’ una notizia che purtroppo mi trovo nella condizione di confermare, e cioè se non interverrà un qualcosa che porti a cambiare questa decisione, il mattatoio ha deciso di chiudere il prossimo 30 settembre. Il Cozoma non ha in realtà ancora comunicato alle associazioni di categoria questa decisione, comunicazione però già inviata, all’interno della quale c’è la conferma di voler sospendere l’attività di macellazione nel mattatoio con la fine del mese di settembre. In attesa di un auspicabile cambiamento del contesto in cui tutti i settori si trovano ad operare, il Cozoma ha deciso di sospendere l’attività. Questo è un fatto gravissimo ed un danno che colpisce in primis i produttori agricoli e zootecnici ma anche i consumatori maceratesi in seconda battuta».


Alla base di questa scelta della società di gestione del mattatoio di Macerata pare esserci soprattutto i costi energetici della struttura che negli ultimi due anni sono cresciuti del 100%. Peraltro il mattatoio ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione e se gli enti pubblici non interverranno rapidamente per mantenere in vita un servizio che interessa moltissime aziende si andrà alla chiusura del 30 settembre. «L’impatto sulla filiera zootecnica maceratese sarà devastante se il mattatoio sospenderà l’attività - prosegue Nasini -: il settore agricolo e quello della zootecnia sta subendo delle profonde difficoltà legate all’aumento delle materie prime, la siccità che quest’anno non ha aiutato, con molte aziende costrette a far ricorso all’acquisto del foraggio quando invece prima se lo producevano in casa e l’aumento dei costi dei mangimi sommati a quello dell’energia diventa un problema serio. Il Cozoma, peraltro, effettua un servizio non solo per la macellazione anche per molte aziende che effettuano una prima lavorazione all’interno di questa struttura per poi fare vendita diretta. Faccio l’esempio del nostro mercato di Campagna Amica a Macerata con molte aziende che fanno questa prima lavorazione al mattatoio ed ora, con una comunicazione con così poco preavviso, non mette nelle condizioni la filiera di individuare soluzioni alternative. L’auspicio è che questa posizione di chiusura del mattatoio possa essere rivista rapidamente e soprattutto che si metta questa struttura nelle condizioni di operare al servizio dei consumatori che possono beneficiare di una filiera produttiva zootecnica importante che abbiamo nella nostra provincia».

Il problema del settore è quello di dover lavorare sempre in emergenza, sia nella necessità di individuare fonti energetiche che nell’affrontare problematiche recenti come la siccità degli ultimi mesi. «Parlare di siccità nei mesi di giugno, luglio e agosto non è risolutivo del problema, bisogna pensarci prima mettendo in campo progetti per bacini di accumulo di acqua da utilizzare poi alla necessità. -conclude il direttore di Coldiretti Macerata- In questo momento dovremmo preoccuparci di fare la manutenzione di fossi e fiumi per evitare di trovarci a far fronte ad esondazioni e altri danni». 

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