Green pass, i ristoratori più rassegnati che convinti: «Complicato rispettare le procedure»

Lunedì 2 Agosto 2021 di Andrea Mozzoni
Per i ristoratori nuove regole con il green pass

MACERATA - Terminato l’ultimo fine settimana senza green pass ristoratori e baristi di Macerata attendono le ultime indicazioni dal Governo per procedere dal 6 agosto alla certificazione per il servizio ai tavoli nei propri locali. I dubbi riguardano la verifica stessa della certificazione verde (e del documento di identità), per la quale sono autorizzati (da quanto si legge nel sito del Governo) i pubblici ufficiali, ma anche, tra gli altri, appunto, il personale addetto ai servizi di controllo in pubblici esercizi e i soggetti titolari delle strutture ricettive.

 

 

Tra gli intervistati, nel capoluogo Marco Guzzini, titolare del risto-bar “Di Gusto”, nel centro storico, è pronto a mettersi ancora una volta a disposizione con il suo staff: «Speriamo sia l’ultimo passaggio per poter tornare a una condizione che sia la più normale possibile - dice -, non sarà semplice e dovremo provvedere a organizzare bene l’accoglienza». 

“Di Gusto”, infatti, offre sia un servizio bar ma anche una ristorazione a pranzo e a cena e un servizio di asporto: «Sia noi che i nostri clienti siamo consapevoli che si tratta di una scelta importante, la volontà è fare tutto ciò che ci viene richiesto - aggiunge -, oggi avremo una riunione con tutto il nostro staff per ottimizzare le procedure, ripeto, non sarà una cosa semplice ma non ci faremo trovare impreparati». Tra la clientela l’atteggiamento riscontrato finora sembra positivo: «Per ora non ci sono problemi o richieste particolari, i nostri clienti sono pressoché famiglie, persone che già si sono vaccinate. Dovremo invece gestire con attenzione il rapporto con i giovanissimi». 

Crede molto nella campagna vaccinale Luca Falaschini, titolare del pub “Green Door” a Recanati che nel frattempo è stato per così dire delocalizzato dal centro storico negli spazi della pizzeria “La gatta Mimì” in zona stadio: «Per quanto mi riguarda, penso che dopo la vaccinazione tutti noi dovremo tornare a vivere in modo normale a parte qualche evento particolare per il quale è naturale prevedere delle precauzioni in più - afferma -, questo vuol dire non più fasce colorate, coprifuoco o altre restrizioni, altrimenti potrebbe verificarsi un cortocircuito comunicativo». Falaschini è anche rappresentante del gruppo spontaneo “Baristi e ristoratori uniti delle Marche” molto attivo specialmente durante il primo lockdown di marzo 2020. 

«È ovvio che ci sono posizioni favorevoli o contrarie al green pass tra tutti noi, ma non siamo scienziati e guardiamo la questione solo dal punto di vista commerciale - spiega -, la questione del controllo della certificazione è l’ennesimo scaricabarile del Governo su di noi: avrebbero dovuto prendersi direttamente questa responsabilità e invece delegano a baristi e ristoratori che, oltre a vedere complicarsi la loro attività, dovranno diventare degli sceriffi e avere lo spettro ulteriore di multe e giorni di chiusura».

Sul fronte della montagna, invece, si teme una diminuzione dei flussi turistici: «La sensazione è che ci sia un calo di prenotazioni - sottolinea Gabriele Liberti dell’agriturismo “Roccamaia” a Pievebovigliana -, leggere anche dell’aumento dei casi e di un possibile passaggio in zona gialla di alcune regioni non sta aiutando. Non sarà un’estate come lo scorso anno e anche gli stranieri sembrano in calo. Noi restiamo in attesa di indicazioni più chiare, ci adatteremo alle regole e speriamo che funzionino per frenare il contagio». 

La preoccupazione è anche per chi non ha spazi all’aperto: «Metteremo a disposizione una nostra terrazza coperta che potrei utilizzare anche in inverno ma già stanno arrivando varie prenotazioni di persone che vogliono mangiare all’aperto - conclude Liberti -, mi occuperò direttamente del controllo del green pass, speriamo che sia sufficiente per precludere una chiusura a ottobre che avrebbe effetti drammatici».
 

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