Delitto di Rosina Carsetti, la procura adesso accelera: «Prove sufficienti per il processo»

Sabato 20 Febbraio 2021 di Luca Patrassi
Delitto di Rosina Carsetti, la procura adesso accelera: «Prove sufficienti per il processo»

MACERATA  - La Procura vuole andare quanto prima a processo per l’omicidio di Rosina Carsetti, la 78enne uccisa la sera della vigilia di Natale nella villetta di via Pertini a Montecassiano. La scorsa settimana ci sono stati gli arresti di Arianna Orazi ed Enea Simonetti, rispettivamente la figlia e il nipote della donna.

LEGGI ANCHE:

Tenore di vita elevato per i familiari. «Ma Rosina viveva con pochi euro». I risultati delle ​verifiche contabili

 

Ora c’è un’accelerazione del procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Macerata Giovanni Giorgio. Due i filoni. Uno: il procuratore ritiene che «il materiale probatorio raccolto a fondamento della tesi accusatoria possa giustificare adeguatamente la celebrazione del dibattimento, a prescindere da eventuali confessioni o da ammissioni di responsabilità, che, al più, rientrano nelle autonome scelte difensive». 


L’intendimento della Procura, spiega, «è quello di investire della vicenda quanto prima i competenti giudici della Corte di Assise affinché i medesimi, con sentenza, possano affermare quella che dovrà essere la verità che conta, ossia quella giudiziaria su quanto accaduto». Seconda mossa legata alla posizione di Enrico Orazi, 79 anni, marito di Rosina. Per lui il procuratore Giorgio precisa che «è stata proposta impugnazione dinanzi al Tribunale per il Riesame di Ancona in relazione al rigetto della richiesta di adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari, a suo tempo avanzata.

Il giudice per le indagini preliminari ha adottato il suo motivato provvedimento di rigetto, sulla base di un orientamento giurisprudenziale, rispetto a cui ve n’è uno contrario, al quale ho fatto riferimento nell’atto di appello. Sarà quindi il Tribunale per il riesame di Ancona a decidere in proposito».Anche se per la Procura Enrico Orazi ha avuto un ruolo marginale rispetto alla figlia e al nipote, ha comunque concorso nell’omicidio non impedendo che la moglie venisse uccisa, una condotta omissiva che, per gli inquirenti, giustifica l’applicazione della misura dei domiciliari. Mancano all’appello le relazioni delle consulenze medico-legale e informatica per l’omicidio di Rosina Carsetti. Il medico legale che ha svolto l’autopsia, Roberto Scendoni, sta concludendo il lavoro e tra pochi giorni ne riferirà alla Procura, così come farà il consulente informatico, Luca Russo. 


Ci sono poi da svolgere gli accertamenti dei Ris su quanto è stato raccolto nel corso delle indagini. Gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, hanno incontrato Enea Simonetti per discutere le novità emerse con l’ordinanza che disponeva la misura cautelare in carcere. La storia del rapinatore solitario in azione alla vigilia di Natale è finita in archivio, travolta dalle intercettazioni. Ad uccidere Rosina Carsetti - secondo la convinzione della Procura - è stato Enea al termine di un piano studiato dalla madre a partire dal 16 dicembre. Un delitto deciso tra le mura domestiche, in una abitazione dove l’arrivo di Enea e Arianna, aveva prodotto una serie di effetti negativi per Rosina Carsetti, uccisa appunto la vigilia di Natale, pochi giorni prima dell’appuntamento preso con l’avvocatessa Egle Asciutti, referente legale del Centro antiviolenza. Ora la parola passa al Tribunale del Riesame che dovrà verificare la posizione di Enrico Orazi sulla base delle richieste formulate nel ricorso dal procuratore Giovanni Giorgio.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA