Delitto di Rosina, il comandante provinciale dei carabinieri dopo gli arresti di figlia e nipote: «Arianna ha un grande ascendente sul figlio»

Mercoledì 17 Febbraio 2021 di Chiara Marinelli
Delitto di Rosina, il comandante provinciale dei carabinieri dopo gli arresti di figlia e nipote: «Arianna ha un grande ascendente sul figlio»

MACERATA  - «Le indagini sono ancora in corso, ma finora è emersa la personalità molto forte di Arianna, che riesce a gestire anche i suoi familiari. Ha un grande ascendente sul figlio». A parlare è il comandante provinciale dei carabinieri, il tenente colonnello Nicola Candido, che ripercorre la vicenda dell’omicidio di Rosina Carsetti e il ruolo dei suoi familiari.

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«Non appena ha la possibilità di parlare con la madre, Enea torna immediatamente indietro perché lei lo rimprovera del fatto che non ha mantenuto l’impegno di tenere fede alla versione che avevano concordato - afferma il comandante Candido -. Da quello che è emerso, il marito sapeva come erano andate le cose quella sera. Faceva una vita a sé, al piano inferiore della villetta, mentre la signora aveva a disposizione il piano rialzato. Non era un rapporto coniugale classico, non mangiavano insieme. Circa la volontà di separarsi stiamo verificando alcuni aspetti. Le amiche della signora sin da subito hanno fornito un quadro differente da quello prospettato dagli stretti congiunti. Il signor Orazi, in prima battuta, ha dato una versione e poi l’ha sempre confermata. Quello che si può pensare è che fosse anche lui in condizioni psicologiche tali da temere il venir meno di questo accordo, di questo patto». 


«Le indagini hanno fatto emergere aspetti di premeditazione - continua il tenente colonnello Candido -. Le ragioni variano dalla difficoltà di convivere sotto lo stesso tetto, come è emerso fin dai primi giorni di convivenza iniziata nel febbraio del 2020, ad aspetti di carattere economico. Questo è emerso da una serie di attività informative e di ascolto delle amiche della signora Carsetti, che ci hanno testimoniato il fatto che lei vivesse di una sorta di paghetta quotidiana che le veniva elargita dal marito per soddisfare quelle che erano le esigenze quotidiane. Questo aveva in qualche modo inciso su quello che era il suo precedente tenore di vita. Era abituata ad avere - conclude i comandante provinciale dei carabinieri di Macerata - una certa autonomia da questo punto di vista, autonomia che era stata fortemente compressa dalla venuta in casa della figlia e del nipote».

 

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