Nonna Maria è super: sconfigge il Covid e festeggia 107 anni insieme al sindaco

Sabato 2 Gennaio 2021 di Daniel Fermanelli
Maria Mochi con il sindaco Robertino Paoloni

LORO PICENO - Centosette anni e non sentirli. È proprio il caso di dirlo se si considera anche che nonna Maria, oltre ad aver raggiunto l’importante traguardo, ha anche sconfitto il Covid 19.

 

È stata una giornata di festa, nei limiti delle possibilità dettate dall’emergenza sanitaria, quella di ieri alla casa di riposo di Loro Piceno per il 107° compleanno di Maria Mochi. L’ultracentenaria era risultata positiva al virus insieme ad altri ospiti della struttura lorese ma non è stato mai necessario il ricovero in ospedale perché ha solo avuto «per mezza giornata un po’ di febbre», ha detto. Dopo aver sconfitto il virus, ieri ha ricevuto anche la visita del primo cittadino di Loro Piceno Robertino Paoloni.

«Dalla porta di emergenza della casa di riposo ho consegnato alla signora Maria un’orchidea per il suo compleanno – ha commentato il primo cittadino -. La centenaria è entrata nella nostra struttura meno di un anno fa. Lo scorso anno, per il compleanno, le avevo portato un presente a casa. La tempra e la lucidità di nonna Maria, in queste settimane, sono state più forti del virus». 

Lo scorso anno la signora Mochi, ex cuoca dell’asilo di Loro Piceno, si era rotta un ginocchio e aveva avuto dei problemi per rimettersi in sesto ma non si è persa d’animo. Ieri, con una fetta di panettone, ha festeggiato il suo importante traguardo circondata dall’affetto del sindaco, degli altri ospiti e del personale sanitario. In Italia c’è anche un’altra storia di speranza. Il 31 dicembre, anche lei alla soglia dei 107 anni (da compiere il 13 gennaio) si è vaccinata la signora Fiorina Fiorelli; ad annunciarlo con un post social il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti. «Lei che ha vissuto in prima persona anche l’epidemia influenzale Spagnola, ora fa conoscere la sua storia, come esempio di fiducia nella medicina», ha scritto il leader democrat. 
 
Intanto, nelle feste di Natale, dopo più di due mesi di “black out”, gli ospiti della casa di riposo “Foltrani – Filati” di Cingoli (teatro di un drammatico focolaio durante la prima ondata del virus) chiusa alle visite dal 13 ottobre, hanno potuto rivedere i familiari. Ma niente contatto diretto, niente abbracci. Solo visite guidate che continueranno, sempre su prenotazione, fino al 10 gennaio. Tutto nel rispetto delle normative anti-Covid. Poi ci sarà una verifica per decidere se proseguire con questa iniziativa.

I due settori della struttura sono divisi da una grande porta di vetro scorrevole. E divisi da questa porta (sempre rimasta chiusa) ospiti e familiari hanno potuto rivedere i loro cari e parlarci telefonicamente. La durata massima delle visite è di 30 minuti. E tra una visita e l’altra c’è una pausa di 10 minuti per consentire agli operatori sanitari di sanificare l’area (nonché la porta e il telefono usato per il colloquio) ed evitare gli assembramenti. 

La decisione è stata dell’Asp 9 di Jesi con un provvedimento condiviso dall’amministrazione comunale e dalla ditta che gestisce la casa di riposo. Il numero dei familiari e dei parenti varia secondo i “colori” dei giorni stabiliti dal decreto. Per esempio nei giorni rossi è consentito ricevere al massimo la visita di due persone, mentre nei giorni arancioni fino a quattro. L’amministrazione comunale ha acquistato e consegnato agli ospiti un piccolo omaggio. «Una piccola iniziativa per manifestare la nostra vicinanza ai nostri anziani», ha detto il sindaco Michele Vittori.
 

 

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