Hotel, negozi e show room al porto. Il sogno del sindaco Ciarapica: «Una piccola Barcellona»

Venerdì 19 Febbraio 2021 di Emanuele Pagnanini
Il progetto

CIVITANOVA - «Una piccola Barcellona. L’idea presentata da una cordata di privati mira a sviluppare il nostro porto puntando su servizi e turismo». Così il sindaco Fabrizio Ciarapica definisce il progetto che da alcuni anni (almeno tre) circola tra uffici comunali e ambiente portuale. La firma è della Eurobuiling, azienda di Umberto Antonelli, e propone, oltre a planimetrie, una serie di rendering con grossi edifici, aree verdi e moderne strutture al posto degli attuali capannoni dei cantieri e delle aree di ricovero delle barche. 

 


Foto diffuse da una sigla che si proclama Comitato “Bloccate la speculazione a Civitanova”. Ma il primo cittadino nega che si stia lavorando nell’ombra ad una variante per “privatizzare” il porto. «Per prima cosa non c’è nulla di ufficiale – dice – non c’è alcun progetto presentato al Comune. È un’idea che mi era stata illustrata tre anni fa. Ora i privati hanno accelerato poiché all’orizzonte si può profilare una collaborazione con il pubblico grazie al Recovery plan. Per questo ritengo che si possa parlare di progetto pilota: un’opera strategica che può arrivare fino a livello ministeriale. È una “roba grossa” per dirla alla civitanovese». Si parla di un intervento che riguarda tutta l’area portuale, da via Trento passando per via Da Vinci fino ad arrivare ai cantieri vecchi di viale Matteotti. In ballo centinaia di milioni. Nuovi cantieri ma anche alberghi, strutture commerciali, locali, servizi per la nautica e spazi espositivi.

«Fulcro della costa adriatica per cantieristica e grandi yacht – continua il sindaco – e si può pensare ad un salone nautico. Una prospettiva che riguarda tutta Civitanova, non solo gli operatori portuali: aprire la città al mare, come hanno fatto a Barcellona. Parliamo di centinaia di posti di lavoro, il livello della discussione deve essere alto. Non si può dire ci sono palazzi troppi alti e se ne faranno appartamenti: è area demaniale, non c’è abitativo. Ogni struttura costruita su demanio è dello Stato. I privati le avranno in concessione per il tempo necessario a rientrare dell’investimento. La messa in sicurezza del porto è un’altra cosa, si farà con fondi regionali». Per Ciarapica, nessuna possibilità di speculazione edilizia, nessuno sfratto a pescatori e diportisti e ogni altra attività esistente, Mic compreso. 


«Chiedo a tutti un salto di qualità nella discussione. Valutare questo progetto pilota senza pregiudizi. Chiaro che serve il coinvolgimento e l’adesione di tutti. Poi si potrà interloquire con Regione e Ministero. Se perdiamo l’occasione del Recovery plan, la prenderà qualcun altro. Intanto a pochi metri dal Chienti, Porto Sant’Elpidio sta investendo su una grande struttura ricettiva. Come ha detto Draghi, non pensiamo ad interessi particolari ma voliamo alto».

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