L'ipotesi del tampone al cenone di Natale e Capodanno fa crollare le prenotazioni nei ristoranti

L'ipotesi del tampone al cenone di Natale e Capodanno fa crollare le prenotazioni nei ristoranti
di di Francesca Pasquali
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Mercoledì 22 Dicembre 2021, 06:00

FERMO - È bastata l’ipotesi che per i cenoni di Natale e Capodanno possa essere necessario il tampone per far fioccare le disdette nei ristoranti del Fermano. Che pure questo sarebbe stato un fine anno tribolato i ristoratori lo sapevano. Ma speravano che le restrizioni si limitassero al super Green pass. Invece, non si sa. Più dei tavoli cancellati, a innervosirli, sono i dubbi.

«A dieci giorni da Capodanno – dice Giovanni Pappalardo, titolare a Marina Palmense di Villa Lariano –, non abbiamo notizie certe. Solo per aver sentito dire che, forse, metteranno i tamponi trenta persone hanno disdetto». Gente che, oltre al costo del cenone non vuole sobbarcarsi quello del test. Niente festa di Natale a Villa Lariano. Pappalardo punta tutto sul Capodanno. Proprio per questo, non sapere fino all’ultimo per quanti clienti dovrà cucinare non lo fa stare tranquillo. Perché – spiega – il rischio è che si ripeta quello che è successo qualche giorno fa, quando i prenotati per una festa in villa hanno dato forfait, «ma ormai la spesa era stata fatta ed è rimasto tutto lì». Si crea, così, il paradosso dell’asporto. 
Che l’anno scorso, coi ristoranti chiusi, ha salvato parecchie attività e che quest’anno torna a spron battuto, anche coi locali aperti. «Quaranta prenotati per l’asporto della Vigilia, come l’anno scorso», fa sapere Claudio Cognigni. Anche il titolare del Gran Caffè Belli di Fermo fa i conti con le disdette. «Con la zona gialla è tornata la paura. Prima prenotano, poi chiamano per dire che non possono più venire, perché qualcuno è positivo o in quarantena o per paura», spiega. Il problema, per adesso, riguarda il Natale. Per Capodanno, invece, le prenotazioni tengono. Perché? «Perché il Natale si fa in famiglia, quindi tra persone di diverse, età che cercano di stare più distanziate. Mentre Capodanno riguarda soprattutto i giovani. Ma anche lì non è come prima: la tavolato più numerosa che ho è da otto», dice Cognigni. «Ogni volta, sembra che il settore più colpito sia il nostro. Come se il virus circoli solo in bar e ristoranti». È il pensiero di Alesia Cesetti del “San Marco” di Servigliano. Che ha deciso di rinunciare all’asporto per dedicarsi ai clienti in sala e che racconta di «numeri molto più bassi degli anni passati» e di «uno stop alle prenotazioni quando si è cominciato a parlare di tamponi». 

Così, «gruppi di venti hanno richiamato per dire che verranno in meno, altri che non verranno proprio perché hanno paura». Una situazione che, per la ristoratrice, «forse è il fallimento del Green pass e la prova che sarebbe stato meglio continuare con i tamponi». «Prenotano e disdicono in base alle notizie. La clientela è molto disorientata. Preferiscono fare i cenoni a casa, ma non si rendono conto che è lì che il rischio è maggiore». Contro le decisioni dell’ultimo momento pure Antonella Cimadamore. La titolare di Ciak a Porto Sant’Elpidio sottolinea «la solita superficialità vista negli anni scorsi nei periodi di festa». Per la Vigilia e per Natale il locale sarà chiuso. Va da sé che l’attesa è tutta per Capodanno. «Già viviamo nell’incertezza più totale, speriamo almeno che non aggiungano l’obbligo del tampone», dice la ristoratrice che punta il dito anche contro «un certo accanimento delle forze dell’ordine, che infastidisce i clienti».
Preoccupati per la pandemia che non molla la presa pure i Giovani democratici del Fermano, che ieri hanno presentato la nuova segretaria. «Bisognerà stare molto attenti durante queste vacanze, proseguire con terze dosi e favorire le prenotazioni», dice Dorotea Vitali che nei prossimi giorni renderà nota la composizione del direttivo. «Lavoreremo sulla sanità e ci batteremo perché vengano mantenuti determinati servizi», aggiunge il neo-segretario del Pd fermano, Luca Piermartiri. «Se il sistema si è retto – prosegue – è perché l’ex direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini, e la sua squadra hanno lavorato bene». Mentre, adesso, «c’è una certa leggerezza nell’affrontare una situazione che deve essere gestita con maggiore serietà».

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