Al Murri ora si cambia. Nuovi primari e servizi aggiuntivi, incontro con il direttore dell’Area vasta

Martedì 2 Marzo 2021 di Francesca Pasquali
La presentazione dei nuovi medici all'ospedale Murri

FERMO - Il sistema di emergenza-urgenza va riformato. Ne è convinto il direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini, che delinea la sua idea di pronto intervento. Lo spunto gliel’ha dato la presentazione del nuovo primario del pronto soccorso del Murri, Alessandro Valentino, entrato in servizio ieri.

 

Ma andiamo con ordine. Ieri il facente funzione Antonio Ciucani ha passato il testimone a Valentino. Nell’anno alla guida del pronto soccorso, Ciucani, e prima di lui l’ex primario Fabrizio Giostra, avevano spesso denunciato la carenza di personale della porta d’ingresso del Murri, che conta circa 42mila accessi l’anno. Deficit che ha mostrato i suoi effetti più deleteri durante la pandemia. «Quello dell’emergenza-urgenza – spiega Livini – è un settore in cui non ci possiamo permettere divisioni. È il momento di considerarlo come se fosse un contenitore unico, con un direttore unico». Un approccio che Livini ha condiviso con l’Asur regionale e che, se andasse in porto, comporterebbe anche la revisione delle postazioni del 118.


Le prospettive
L’obiettivo è creare un’unica squadra, con in campo, assieme, pronto soccorso e 118, con quest’ultimo predisposto a dare manforte al primo, senza bailamme di polemiche e diffide. Valentino, seduto di fianco a Livini, annuisce. Al Murri è arrivato ieri, dopo aver lasciato il pronto soccorso dell’ospedale Bufalini. Spiega di aver partecipato al concorso «per fare qualcosa di più, visto che a Cesena ormai, per me, c’era poco da fare» e si dice contento della scelta fatta, «perché mi piace l’idea di vivere qui». «Spero di essere un primario che viva il pronto soccorso sul campo e di poterlo aiutare, per far sì che diventi più attrattivo verso i giovani medici», aggiunge il primario con il pallino per l’emergenza-urgenza, che vorrebbe rendere il pronto soccorso fucina di specializzandi. Per farlo, annuncia di voler puntare sulla ventilazione non invasiva. In attesa di rinforzi, s’è allentata la pressione sulla porta d’accesso al Murri, dove, almeno nella giornata di ieri, non c’erano pazienti Covid.

 

 


I numeri
Sempre ieri, in ospedale, i ricoverati positivi erano 46 (3 in Terapia intensiva, 25 in Malattie infettive, 18 in Medicina Covid). Quattro erano in Area grigia, sospetti Covid con tamponi negativi, che vengono sottoposti ai test ogni giorno (i pazienti dei reparti “puliti” ogni tre giorni). Due i pazienti deceduti nella giornata di domenica in ospedale: una 59enne di Grottazzolina e una 93enne di Montappone. «Riusciamo a dare una buona risposta ai pazienti Covid, ma abbiamo qualche difficoltà con i no-Covid. Abbiamo riattivato la Medicina “pulita” Fermo, con otto posti letto che a breve saranno portati a quattordici, e ripreso l’attività chirurgica», precisa Luca Polci, della Direzione medico ospedaliera. Ma non c’è solo il Covid. Da qualche mese, l’Area vasta che copre la provincia di Fermo ha anche altri due nuovi direttori: Rossana Belfiglio, che dallo scorso 1° settembre guida il Sian (Servizio igiene alimenti e nutrizione) e Giuseppe Iacchia, dal 1° agosto a capo del servizio Igiene degli allevamenti e produzione zootecnica.


L’impegno
La prima è abruzzese ed è in forze all’Area vasta 4 da anni. Il lavoro di squadra – spiega – «è il punto di forza del dipartimento» di cui fa parte, quello di Prevenzione. Che annovera anche un ispettore micologico e una nutrizionista. Il secondo, lombardo, è a Fermo da vent’anni. Finora è stato a capo del servizio di Sanità animale. «Siamo passati – dice – da una concezione solo produttiva, a una strutturata. Una sorta di welfare degli animali». Controlli sui mangimi, sui farmaci veterinari e sulle aziende che li usano le azioni su cui si concentra il servizio che dirige.

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