Se d’inverno manca il gas cuciniamo a suon di schiaffi

Se d’inverno manca il gas cuciniamo a suon di schiaffi

di Giovanni Guidi Buffarini
4 Minuti di Lettura
Venerdì 7 Ottobre 2022, 02:10 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 00:17

Un lungo inverno al semibuio e al semigelo onde non essere ridotti in miseria da bollette esorbitanti? Sempre ammesso e purtroppo non concesso che tutto il gas preventivato effettivamente arrivi, in caso contrario addio “semi”. La prospettiva non è allettante.

E allora? Lagna Continua, Depressione Preventiva o ricerca di soluzioni alternative, originali, clamorose? La seconda, direi. Soluzioni scientifiche, d’altro canto. Roba verificata. Ne ho selezionate alcune, a integrazione dei decaloghi per risparmiare che trovate ovunque, e che per creatività non brillano. 1) Per la cottura dei cibi, niente padella, tantomeno il forno. Gli schiaffi, piuttosto. Generano calore. Per cuocere un pollo basta prenderlo a sberle. Non è uno scherzo, giuro. Menarlo moltissimo, fortissimo. E lui si cuoce: lo dice la fisica, mica io. Uno youtuber ha eseguito l’esperimento, picchiando il pollo morto non con le sue manine ma mediante un macchinario apposito. Sono servite circa 23mila sberle, una via l’altra in rapida successione, ché se uno schiaffo innalza la temperatura, fra uno schiaffo e l’altro il pollo si raffredda. Piccolo dettaglio: il pollo cotto a schiaffi, lo youtuber, vigliacchetto, non se l’è mangiato. Fate voi la prova del gusto, magari legnando una fettina, necessita di meno sberle. Poii comunicatemi se è commestibile. 2) Per la mobilità urbana ed extraurbana. L’auto, anche no. La bicicletta, per carità: coi lampioni spenti o accesi a metà si rischia serio. Invece: palloncini. Come nel capolavoro Pixar “Up!”. Un palloncino gonfiato a elio solleva un peso di circa 25 grammi. Se vi aggrappate a tantissimi palloncini - fate voi il conto in base al vostro peso - volate. Pilotare simile velivolo non so come lo si possa fare: impareremo commettendo errori, come sempre accade nella vita. E in ogni caso, se, dovendo andare a Macerata, ci ritroveremo, trascinati da correnti d’aria dispettose e indomabili, a Bardonecchia, ebbene visiteremo Bardonecchia. Magari qualcuno si innamorerà di quella cittadina, inizierà lì una nuova vita.

3) Per riscaldare case, scuole, uffici, cinema, teatri: la pietra focaia. Dai, ammettiamolo, la pietra focaia è uno fra i pochissimi ricordi dei nostri anni di scuola, assieme a base per altezza diviso due, alla ziggurat che il sumero ci saliva e pregava, a Giulio Cesare pugnalato, a vassalli valvassori valvassini (chiunque essi fossero), agli Ittiti (idem, solo il nome) e ai capoluoghi della Basilicata (Potenza, Matera, stop). Ma chi ha mai acceso un fuoco con la pietra focaia? È il momento di procedere. Compiti per le prossime settimane: procurarsi una eccellente pietra focaia, diventar virtuosi dello strumento (valiamo forse meno degli uomini antichi?) ed elaborare strategie onde evitare di incendiare il condominio. 4) La mucca nel corridoio. Una vera mucca, non è tempo di metafore. Una mucca rilascia 300 litri di metano al giorno. Praticamente una mucca ti fa andare il frigo da 100 litri per tutte le 24h. Problema: finora nessuno è riuscito a trovare un modo non crudele (infilare un tubo nello stomaco dell’animale non è accettabile, via) per raccogliere il metano di mucca. Chissà che la necessità non aguzzi l’ingegno. Effetto collaterale non troppo gradevole, diciamo: una bella mucca, robusta e valorosa, oltre al metano rilascia qualcosa come 30kg di cacca al giorno. Nel corridoio, a ‘sto punto. Forza e coraggio: spalare fortifica il corpo, e per l’afrore esistono i deodoranti ambientali (quintali di). Poi in primavera la mucca la arrostisci: con la pietra focaia, non a schiaffoni. 5) Scatenarsi nel ballo, o in altra attività concitata, fisicamente dispendiosa. Non solo per sudare e dunque non avvertire la scarsità di gradi centigradi. Il punto è che l’energia cinetica può essere trasformata in energia termica. Oltre dieci anni fa, una discoteca di Rotterdam si rese energeticamente indipendente grazie ai ragazzi scatenati sulla pista. Ogni ballerino, è stato calcolato, genera 20 Watt. E questo è quanto, e non dite che non vi ho fornito idee eccellenti, risolutive. L’alternativa? Aspettare speranzosi che l’unione europea batta un colpo per l’appunto unitario. Ora, non in vista dell’inverno del 2032. È chiedere troppo?

*Opinionista e critico cinematografico

© RIPRODUZIONE RISERVATA