Papa Francesco

Quella laicità annacquata vista più volte nella storia

di Don Aldo Buonaiuto
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Domenica 12 Dicembre 2021, 09:05 - Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre, 16:30

Siamo già arrivati alla terza domenica di Avvento, un tempo prezioso nel quale ogni cristiano riscopre che il Signore torna in mezzo a questa umanità prendendola per mano. L’uomo, che impazzisce nel voler dominare il tempo e lo spazio, rischia di perdere il gusto e la relazione con quelle realtà spirituali trasmesse dalla Chiesa che ci esorta a passare dal “kronos” (il tempo degli uomini) al Kairos (il tempo della Grazia di Dio). I credenti vivono questo momento con un duplice stato d’animo: da una parte la certezza della presenza santificante di Cristo che è già tra gli uomini, dall’altra la continua e operosa attesa che la Sua luce possa splendere nelle tenebre di questo momento storico così turbolento e drammatico.

È senza dubbio un periodo caotico quello che stiamo vivendo, dinanzi a un’Unione Europea che vorrebbe addirittura cancellare la parola Natale per non infastidire i non cristiani. Papa Francesco, nel viaggio di ritorno dalla Grecia, si è riferito a tale atteggiamento come a un “anacronismo”. «Tante dittature nella storia - ha osservato - hanno cercato di farlo, pensiamo a Napoleone, alla dittatura nazista, comunista. È una moda di una laicità annacquata, ma non ha funzionato nella storia. Questo mi fa pensare a una cosa parlando dell’Ue, che credo che sia necessaria: l’Unione Europea deve prendere in mano gli ideali dei grandi padri fondatori che erano ideali di unità e l’Europa deve stare attenta a non fare delle colonizzazioni ideologiche, questo potrebbe arrivare a dividere i paesi, a far fallire l’Unione Europea, che deve rispettare ogni Paese e non uniformare”. Il Figlio di Dio ci chiama a un cristianesimo capace di dare anche oggi delle risposte vere e per tutti i popoli, dove è necessario un percorso di fede autentico, non mediocre, non “fai da te».

Ripetere il “sì” della piccola donna di Nazareth, la Vergine Maria, che ha provocato il più grande cambiamento della storia dell’umanità. Purtroppo l’individuo, se ricurvo sul proprio ombelico e prigioniero del suo portafoglio, difficilmente potrà compiere questo salto di qualità. E così anche gli uomini e le donne di fede rischiano di dimenticare il significato più profondo dell’Avvento ormai sempre più trascurato prediligendo invece l’aspetto consumistico, tradizionale e superficiale. «Non viviamo - ha affermato il Pontefice di recente - un Natale finto, per favore, un Natale commerciale! Lasciamoci avvolgere dalla vicinanza di Dio, questa vicinanza che è compassionevole, che è tenera…».

Quanti sono i cristiani che sceglieranno veramente di vivere in modo intenso questo tempo speciale della Chiesa, favorevole per la conversione e il cambiamento di vita? In un’esistenza frenetica e sempre di corsa, nella quale non si riesce o non si vuol trovare mai il tempo per gli altri e specialmente per il Signore, l’Avvento può richiamarci a mettere più ordine nelle vere priorità partendo dal riconoscere Gesù nelle persone che ci sono più accanto. Il Natale - ha spiegato il Papa - aiuta a ricordare che «Dio viene a stare con noi e chiede di prendersi cura dei fratelli e delle sorelle, specialmente dei più poveri, dei più deboli, dei più fragili, che la pandemia rischia di emarginare ancora di più». Invece troppo spesso capita di mettere tutto sullo stesso piano e di non riuscire a distinguere ciò che è realmente importante da quanto può aspettare o non è essenziale. Il Signore ha tempo per noi, anche quando noi non lo abbiamo per Lui. Sembra che neanche questa pandemia ci stia insegnando a fermarci un po’ di più, a riconoscere il dono della vita e il tempo da dedicare agli affetti più cari. Il Santo Natale di Gesù si avvicina e quel bisogno di sacralità possa risbocciare nei nostri cuori recuperando quel rispetto che l’essere umano ha sempre avuto per il Creatore e i suoi servi.

L’Avvento ci spinga a intensificare il rapporto con Gesù affinché il Natale non resti un vuoto appuntamento di calendario o un atto di sfrenato consumismo, o ancor peggio l’ennesima occasione per sfregiare la fede dei credenti, bensì un ritorno alla riconciliazione con l’Amato e con la Sua grande famiglia umana creando concordia, più cooperazione e pace.

* Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

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