Caro-prezzi, il carrello della spesa costa il 10% in più: per una famiglia con 2 figli l'aumento annuo è di 2.900 euro

Caro-prezzi, il carrello della spesa costa il 10% in più: per una famiglia con 2 figli l'aumento annuo è di 2.900 euro
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Lunedì 17 Ottobre 2022, 11:46

ROMA- I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, accelerano dal +9,6% di agosto al +10,9% di settembre, al top da agosto 1983 quando fu pari a +11%. A settembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’8,9% su base annua (da +8,4% del mese precedente), confermando la stima preliminare dell’ Istat

Quanto spendono le famiglie

Per una coppia con due figli l'aumento medio annuo è di 2.953 euro, 1.211 per abitazione, elettricità e combustibili, 932 per il solo carrello della spesa. Conto che sale a +3.551 euro per una famiglia con due figli. Per una coppia con 1 figlio, la mazzata annua è pari a 2736 euro». «In media per una famiglia il rincaro è di 2.334 euro, 685 per il solo carrello della spesa. Il primato spetta ancora una volta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una sberla pari a 3318 euro, 1107 euro solo per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona» osserva Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

«Solo per cibo e bevande, infatti, una famiglia pagherà in media 660 euro in più su base annua. Una stangata che sale a 900 euro per una coppia con 2 figli, 812 per una coppia con 1 figlio. Il record spetta alle coppie con 3 figli che per prodotti alimentari e bevande analcoliche avranno una batosta pari a 1075 euro».

Un aumento pari solo nel 1983 

L' Istat commenta che «bisogna risalire ad agosto 1983 (quando fu pari a +11,0%) per trovare una crescita dei prezzi del 'carrello della spesà, su base annua, superiore a quella di settembre 2022 (+10,9%)». «Non sono, infatti, i Beni energetici a spiegare (se non per le conseguenze che la loro crescita così ampia ha innescato) la nuova accelerazione dell'inflazione, - aggiunge l'istituto - ma soprattutto i Beni alimentari (sia lavorati sia non lavorati) seguiti dai Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in un quadro di crescenti e diffuse tensioni inflazionistiche».

 «Nel terzo trimestre 2022 l'impatto dell'inflazione, misurata dall'IPCA, è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa rispetto a quelle con livelli di spesa più elevati (+11,6% e +7,6% rispettivamente)». Il differenziale inflazionistico tra le famiglie meno abbienti e quelle con maggiore capacità di spesa «continua ad ampliarsi» avverte l'Istituto nazionale di statistica. In misura minore dei beni del carrello della spesa, contribuiscono all'accelerazione dell'inflazione su base tendenziale, anche i prezzi dei Beni non durevoli (da +3,8% a +4,6%) e dei Beni semidurevoli (da+2,3% a +2,8%). Pur rallentando di poco, continuano a crescere in misura molto ampia, i prezzi dei Beni energetici (da +44,9% di agosto a +44,5%) sia regolamentati (da +47,9% a + 47,7%) sia non regolamentati (da +41,6% a +41,2%); decelerano anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%). 

I prodotti alimentari più cari

I rincari della spesa alimentare costeranno alle famiglie italiane 650 euro in più per imbandire la tavola durante l'anno a causa dell'esplosivo impatto dei costi energetici sulla filiera agroalimentare. È quanto stima la Coldiretti sulla base dei dati Istat sull'inflazione a settembre, che evidenziano un aumento dell'11,4% per i beni alimentari. Secondo l'analisi Coldiretti in cima alla classifica dei rincari con un +60,5% ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole, che risente della guerra in Ucraina che è uno dei principali produttori, mentre al secondo posto c'è il burro in crescita del 38,1% e al terzo la margarina (+26,5%). Seguono il riso con un +26,4%, spinto anche dal crollo della produzione nazionale a causa della siccità, e il latte uht (+24,5%), davanti a farina (+24,2%) e pasta (+21,6%) mentre nelle campagne il prezzo del grano non copre i costi di produzione degli agricoltori. I vegetali freschi - continua la Coldiretti - aumentano del 16,7% e la frutta del 7,9% con effetti negativi sui consumi.

 

Un italiano su due taglia la spesa

A causa dei rincari più di un italiano su due (51%) taglia la spesa nel carrello secondo i risultati dell'indagine condotta sul sito www.coldiretti.it dalla quale si evidenzia che un altro 18% di cittadini dichiara di aver ridotto la qualità degli acquisti, costretto ad orientarsi verso prodotti low cost per arrivare a fine mese, mentre un 31% di cittadini non ha modificato le abitudini di spesa. Gli italiani - sottolinea la Coldiretti - vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio - precisa la Coldiretti - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. 

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