Bonus 200 euro autonomi, ecco come chiedere all'Inps il riesame della domanda respinta

Bonus 200 euro autonomi, ecco come chiedere all'Inps il riesame della domanda respinta
Bonus 200 euro autonomi, ecco come chiedere all'Inps il riesame della domanda respinta
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Lunedì 23 Gennaio 2023, 18:06

Arriva una nuova possibilità per i lavoratori autonomi e i professionisti che si sono visti respingere dall’Inps la richiesta dell’indennità una tantum dei cosiddetti bonus 200 euro e il successivo bonus 150 euro. L’Inps infatti ha aperto le procedure per richiedere il riesame delle pratiche rigettate.

Come ottenere il riesame

L’utente può presentare richiesta di riesame accedendo alla sezione del sito da cui ha trasmesso la domanda (“Indennità una tantum 200 euro”).

Per le domande nello stato “Respinta” è disponibile la lista dei motivi di reiezione e il tasto “Chiedi riesame”, che consente di inserire la motivazione della richiesta: attraverso la funzione “Allega documentazione” è possibile caricare eventuali documenti previsti per il riesame.

La platea complessiva

Il sussidio una tantum interessa una platea complessiva di circa 20 milioni di persone tra cui 8,3 milioni di pensionati con reddito non superiore a 20.000 euro nel 2021.

La platea degli autonomi e professionisti

Ecco le categorie di autonomi e professionisti che possono richiedere il riesame della domanda respinta: lavoratori iscritti alla gestione speciale degli artigiani; lavoratori iscritti alla gestione speciale degli esercenti attività commerciali; lavoratori iscritti alla gestione speciale per i coltivatori diretti e per i coloni e mezzadri, (compresi gli imprenditori agricoli professionali); pescatori autonomi di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250; liberi professionisti iscritti alla Gestione separata dell’INPS; lavoratori iscritti in qualità di coadiuvanti e coadiutori alle gestioni previdenziali degli artigiani, degli esercenti attività commerciali e dei coltivatori diretti. Sono esclusi dal beneficio gli imprenditori agricoli professionali iscritti alla gestione per i coltivatori diretti e per i coloni e mezzadri per l’attività di amministratore in società di capitali, in quanto il reddito percepito non rientra tra i redditi prodotti dall’attività aziendale.

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