Offre lavoro ma non trova operai. Stipendi fino
a 3500 euro, «Giovani italiani viziati»

Stipendi fino a 3500 euro
«I giovani italiani sono viziati,
personale lo recluto in Africa»
di Elena Filini
CASTELFRANCO - Vanessa Beghin è quasi un habitué della televisione. Seconda generazione d'imprenditori, con il padre Lino è titolare di Tiemme Corporate, azienda di San Martino di Lupari che ha rilevato da poco una più piccola azienda a Castelfranco. «Non trovo operai. Se interessati inviate un curriculum a info@tiemmecorporate.it».


Il suo appello è stato raccolto da Stasera Italia. Una storia analoga, apparentemente, a quella di Nereo Parisotto della Euroedile. Lì un messagio su facebook, qui la mail in diretta: ma davvero la forza lavoro si recluta così? «Il lavoro non manca di certo, eppure mi sono vista costretta nell'ultimo anno a rinunciare almeno a metà delle commesse perché non riesco a trovare operai oltre ai tredici già alle mie dipendenze», scandisce Beghin accompagnando le telecamere in azienda.

GLI STIPENDI
Poi mostra la busta paga: stipendi da circa 1500 euro per un ragazzo senza esperienza, fino ad arrivare a 3500 euro - premi di produzione e incentivi a parte. «I giovani sono quelli che più ci hanno deluso», spiega alle telecamere di Stasera Italia, in onda su Rete 4. «Fanno gli schizzinosi, non si vogliono muovere, troppa strada da fare, l'orario di lavoro non va bene. Sono disposta a prendere anche persone dai cinquant'anni in su». Poi la provocazione. «Siamo arrivati al punto, io e il mio socio, di pensare di prendere operai in Africa e portarli qui per formarli. Pagandoli esattamente come faremmo con chiunque altro». Difficile raggiungere l'imprenditrice: l'azienda castellana non ha un sito nè riferimenti diretti. Ma la richiesta di manodopera da parte sua e del padre non è cosa nuova: le loro aziende hanno da tempo difficoltà nel reclutare personale. Una storia che ricalca, sotto molti aspetti, quella di Nereo Parisotto, titolare della Euroedile. L'imprenditore, pochi giorni fa, ha affidato ai social il reclutamento e si è poi rivolto alla stampa lamentando l'indisponibilità degli italiani a lavorare. Risultato? In due giorni è stato sommerso da 3000 curriculum, italiani e stranieri, che chiedevano di avere il posto di lavoro.


TANTE RICHIESTE
«Sto rispondendo a circa seicento curriculum al giorno - spiegava l'imprenditore non più tardi di due giorni fa-. Non mi aspettavo questa risposta. Dal tutto al nulla, ma a questo punto faccio fatica a starci dietro. E durante il giorno noi dovremmo anche lavorare per onorare le commesse». Parisotto si dice stupefatto di quanto accaduto: il tam tam mediatico suscitato dalla sua richiesta di personale ha sorpreso tutti. Nell'azienda di Postioma le segretarie sono sottoposte agli straordinari. «Ho dovuto dirottare sei persone al centralino da due giorni. E ancora - aggiunge l'imprenditore che intende rispondere a tutti coloro che hanno inviato il curriculum - facciamo fatica a rispondere a tutte le chiamate». La fame di lavoro, evidentemente, esiste. Come esistono le persone disposte a trasferte e impegno. «Sono felice che sia tanta gente che ha voglia di darsi da fare -puntualizza Parisotto- è un'ottima notizia. Ora tutte le persone che ci hanno scritto devono avere un po' di pazienza. Risponderemo ad ognuno. Chi non ha ancora inviato il suo curriculum però non lo faccia ora e non lo faccia per mail. La casella di posta elettronica dell'azienda è bloccata». Forse allora, soprattutto nelle aziende del Nordest, il problema sono i sistemi di reclutamento: aziende floride ed in espansione mancano di adeguata struttura di supporto nel momento in cui si tratta di fare il salto.  
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Domenica 13 Gennaio 2019, 12:03 - Ultimo aggiornamento: 15-01-2019 15:45

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