Campania e Puglia sperano nella zona arancione, nessun'altra Regione verso la rossa: cosa può cambiare da venerdì

Mercoledì 14 Aprile 2021 di Francesco Malfetano
Campania e Puglia sperano nella zona arancione, nessun'altra Regione verso la rossa: cosa può cambiare da venerdì

Campania, Sardegna, Valle d'Aosta e Puglia. Si tratta delle ultime quattro regioni rimaste attualmente in zona rossa. Dallo scorso lunedì infatti, quasi l'intera Penisola è stata promossa in arancione e quindi ora è in attesa che venga reintrodotta nuovamente la possibilità di scivolare in giallo. Quando? E' ancora presto per dirlo, ma il decreto in vigore scade il prossimo 30 aprile e già tra domani e dopodomani il governo e gli enti locali inizieranno ad incontrarsi per programmare le riaperture. Un gran ritorno alla pseudo-normalità che passa proprio per la zona gialla a cui già oggi 13 regioni potrebbero ambire (4 con ragionevole sicurezza: Lazio, Umbria, Abruzzo e Alto Adige).

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Intanto che tutto questo si concretizzi però, come ormai d'abitudine, venerdì pomeriggio si riunirà la cabina di Regia dell'Istituto superiore di sanità (Iss) per valutare il monitoraggio settimanale dell'andamento dei contagi. Per decidere poi, in ragione di questo, sentito anche il Comitato tecnico scientifico (Cts), quali territori secondo i numeri siano pronti o meno a cambiare fascia a partire dal prossimo 20 aprile

Le possibilità

E' ovviamente ancora impossibile definire con certezza quali saranno i cambiamenti, tuttavia alcuni sembrano quasi definiti. Ad esempio non dovrebbero esserci bocciature. Il punto di plateau raggiunto in questo momento, ovvero la sostanziale stabilità dei contagi, dovrebbe permettere di conservare la situazione attuale in termini di ingressi in zona rossa. A livello di uscite invece gli spostamenti potrebbero essere diversi. Il più importante - in termini di popolazione interessata - è sicuramente quello che riguarda la Campania. Da martedì prossimo infatti, la Regione dovrebbe finalmente tornare arancione al termine della precedente ordinanza firmata da Speranza lo scorso 3 aprile ed entrata in vigore dal martedì 6 aprile per i successivi quindici giorni.

 

 

 

 

Una permanenza dettata dall'essere la regione italiana con l'incidenza più alta su 100mila abitanti (secondo i dati di Gimbe) contro cui si è peraltro scontrato il battagliero governatore Vincenzo De Luca. «Noi oggi siamo in zona rossa, che è fissata con criteri abbastanza demenziali» ha attaccato nel corso di una visita a Benevento tenuta lunedì 12 aprile. «Sono passati in zona arancione regioni come la Lombardia, che ha 4 volte più ricoveri in terapia intensiva rispetto alla Campania, l’Emilia-Romagna che ha più del doppio dei ricoveri in terapia intensiva con 1,3 milioni di abitanti in meno della Campania, il Veneto 900mila abitanti in meno e il doppio di terapie intensive. Noi – ha concluso – siamo rossi, ma non abbiamo una valanga di positivi negli ospedali e nelle terapie intensive, non è una situazione di pericolosità estrema».

 

 

La Sardegna

Al contrario, chi non ha alcuna speranza di cambiare è la Sardegna che si trova in zona rossa da pochi giorni dopo essere stato il solo territorio finito in fascia bianca. Anche la Valle D'Aosta in questo momento non pare registrare numeri sufficientemente incoraggianti per azzardare l'ipotesi di un cambio di fascia. In Puglia invece, cresce la convinzione che dalla prossima settimana si tornerà in arancione. A confermarlo, nonostante la Regione ieri detenesse ancora il numero più alto di ingressi in terapia intensiva nelle ultime 24 ore a livello nazionale (22), stamattina l'assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco: «Aspettiamo di vedere l'incidenza - dice l'epidemiologo in un'intervista ad un quotidiano locale - ma l'andamento è quello. L'Rt è quasi a 1».

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 10:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA