Zona arancione, ecco le regioni a rischio: ci sono Lombardia, Liguria e Veneto. Cosa si può fare e cosa no

Dove serve il Green pass rafforzato in base al decreto valido fino al 15 gennaio

Martedì 21 Dicembre 2021 di Stefania Piras
Zona arancione, Lombardia, Liguria e Veneto tra le 8 regioni a rischio dopo le Feste. Regole e divieti

Zona arancione - Perché fa capolino? Perché i contagi da Covid in Italia sono in aumento da otto settimane consecutive, non c'è ancora lo tsunami Omicron che ha investito la Gran Bretagna, ma c'è ancora la variante Delta prevalente. E in prospettiva, dunque, la zona arancione non è lontanissima. Non lo è per le province autonome di Bolzano e Trento che rischiano la zona arancione. Ma la rischiano ovviamente anche le altre regioni che sono già in zona gialla: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Veneto. E a cascata le regioni che si stanno avvicinando rapidamente al giallo: Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna

Ma più in generale, complici il Natale e le Feste, c'è un rischio globale di accelerazione dei contagi. Allo scenario descritto prima, infatti, bisogna ricordare di aggiungere l'incognita Omicron. Sono tutti questi elementi che ieri hanno fatto dire a Guido Rasi, il consulente scientifico di Figliuolo che «l'Italia si sta avvicinando alla zona arancione». Concetto ribadito oggi dal presidente veneto Luca Zaia: «Il nostro modello dice che fino alla prima settimana di gennaio saremo in crescita con i contagi e pian piano ci avviciniamo all'area arancione».

La Campania, avverte il presidente Vincenzo De Luca, ha già numeri da zona arancione«Vi invito a stare attenti perché la variante Omicron sta esplodendo. Rispetto ai dati che abbiamo della sanità campana noi dovremmo stare già in zona arancione, non in zona gialla». 

Dati dell'ultimo monitoraggio Iss: i ricoveri in terapia intensiva sono passati da 811 della scorsa settimana a 917 in 7 giorni. Gli ospedalizzati pure hanno fatto un balzo di mille unità in una settimana: da 6.333 ai 7.338. Ieri c'è stato un numero di morti, 137, che non è mai stato così alto dal 2020. Infine il tasso di positività ieri era alto nonostante i pochi tamponi che si eseguono solitamente la domenica: era del 4,8%, in salita rispetto al 4,3% del giorno precedente.

Dati che vengono anche proiettati nel futuro prossimo dai sistemi di elaborazione dell'Iss e che hanno fatto dire al suo presidente Silvio Brusaferro già venerdì scorso che c'è la probabilità di arrivare a una occupazione significativa di posti letto entro 4 settimane. Non a caso il ministero della Salute ha emanato quella circolare in cui allerta l'intero sistema ospedaliero perché c'è la certezza che si vada incontro a un «incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da Sars-CoV-2, sia a livello territoriale che ospedaliero». Questo vuol dire che i parametri legati alla zona bianca, zona gialla e zona arancione si alzeranno e faranno scattare una nuova colorazione in determinati territori. 

 

Parametri della zona arancione

Per passare dalla zona gialla alla zona arancione ci deve essere un'incidenza superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, il 30% di posti letto occupati nei reparti ordinari e 20% nelle terapie intensive. Per la zona rossa: l'incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 40% di posti letto occupari nei reparti ordinari e 30% nelle terapie intensive.

Le regole

Fino al 15 gennaio, data in cui è in vigore il Super Green pass distinto dal Green pass base, le regole in zona arancione cambiano in base all'avvenuta vaccinazione o guarigione dall'infezione da Covid-19. Se una regione entra in zona arancione gli spostamenti senza Green pass sono possibili solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi e non disponibili nel proprio Comune. Una misura che per chi non è vaccinato è molto simile al lockdown di un anno fa.

Gli impianti sciistici sono fruibili solo da chi ha un Green pass rafforzato. Così come per i negozi fuori e dentro i centri commerciali: con il solo tampone non si può entrare. Non si può consumare al bancone del bar e nemmeno al tavolo: né all'aperto, né al chiuso. Non si può mangiare nemmeno nei servizi di ristorazione interni agli alberghi, a meno che non si esibisca un Super Green pass. Se si è clienti di quella struttura ricettiva, invece, si può consumare al tavolo ma bisogna esibire un tampone rapido negativo eseguito nelle ultime 48 ore. 

 

Sport

Senza Super Green pass le attività sportive all'interno di una palestra non sono concesse. Non si può accedere agli spogliatoi. Non si può praticare uno sport di squadra e nemmeno uno sport di contatto al chiuso (esempio: basket, pallamano, calcio a 5, pallavolo, pallanuoto) Un No Vax può fare sport solo all'aperto e nel proprio comune. Un no vax non può praticare uno sport di contatto (arti marziali, pugilato, rugby) nemmeno all'aperto. 

Mostre e musei

A un No vax, non sono mai permessi accessi a mostre e musei, a spettacoli, nemmeno in zona bianca e gialla. Ed è super proibito anche in zona arancione, anche se si esibisce un test negativo non si entra. Ci vuole il super Green pass. 

Stadi e palazzetti dello sport

Senza un Super Green pass non si può mai entrare ad assistere a una competizione sportiva (esempio: una partita di calcio) in uno stadio.  Né in zona bianca, né in zona gialla, tantomeno in zona arancione. 

Discoteche, cerimonie e sale Bingo

In zona arancione a ballare si va solo con il Green pass rafforzato così come nelle sale scommesse (queste ultime in zona gialla sono aperte anche a chi ha eseguito solo un tampone). Poi in zona arancione per partecipare a un matrimonio o a una qualsiasi festa serve pure il Green pass rafforzato (in zona bianca e gialla per i matrimoni bastava una certificazione verde base). Non basta il tampone per accedere ai centri benessere o termali. Non si può visitare un parco a tema o un parco divertimenti. E non si può nemmeno frequentare un centro sociale, un circolo culturale. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA