Sgarbi chiama il Viminale per visitare
un museo: "Non c'è niente di strano"

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi
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Sabato 2 Gennaio 2016, 16:20

ROMA - «Nessuno ha aperto un museo a mezzanotte o all'una, lo hanno aperto il 31 alle quattro del pomeriggio. Ho chiamato la batteria del Viminale e mi hanno passato il sindaco, non so come abbiano fatto. In alcuni casi può darsi passino attraverso i carabinieri. Questa non è una storia, è una non notizia, un'idiozia».

A parlare così all'Adnkronos è Vittorio Sgarbi, finito nei giorni scorsi al centro delle polemiche per aver contattato, alle undici di sera del 29 dicembre il sindaco di Mazzano (Brescia) tramite la batteria del Viminale, perché voleva recarsi ai Musei Mazzucchelli a vedere un quadro. Una dinamica «assolutamente normale» per il critico d'arte, non fosse che la telefonata effettuata di notte ha scatenato una pioggia di critiche anche sul web. «Il ministero dell'Interno ha un mezzo che si chiama batteria - spiega Sgarbi - è come un centralino, ricevono telefonate a qualunque ora. Chiunque chiama la batteria per mettersi in contatto con un sindaco. È lo strumento normale attraverso cui un'istituzione si collega con un'altra. Poi se dalla batteria non trovano un sindaco e chiamano i carabinieri è un problema di comunicazione».

«I giornali hanno fatto una notizia che non ha significato - sottolinea il critico d'arte - io non ho detto niente al sindaco, se non annunciare che sarei andato al museo. Ho preso appuntamento per andare a vedere un quadro e basta. Peraltro la tela che volevo vedere non c'era. Che il sindaco abbia detto 'ho pensato a una disgrazia' quando lo hanno contattato può anche essere ma, a maggior ragione, doveva essere contento che non lo fosse. Io non ho chiesto nulla di strano, ho parlato con un sindaco come faccio sempre. Lui è stato assolutamente cordiale, mi ha detto che l'indomani avrebbe chiamato i responsabili del museo per dire che volevo visitarlo».

«A Mazzano poi abbiamo fatto una grande festa, abbiamo brindato, scambiato gli auguri e annunciato tanti progetti che faremo - chiosa Sgarbi - finalmente capiterà qualcosa in un museo. La conseguenza è che ci saranno delle mostre, molto probabilmente una su Antonio Ligabue. È un'ipotesi. Visto che lo spazio è molto bello, mi è venuto in mente di fare qualcosa». Per quanto riguarda le polemiche sull'accaduto, il critico non usa mezzi termini: «Non vedo di cosa debba giustificarmi, se scrivono una notizia senza senso io non so cosa dire. Il senso della notizia è che non ho chiamato il ministero dell'Interno per chiedere una serie di cose, ma ho chiamato la batteria del Viminale per parlare con il sindaco e ho parlato con il sindaco. Punto».

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