Nato, la nuova strategia sulle armi per fermare Donald Trump. «A rischio la vita di Stati Uniti ed Europa». Cosa prevede

Nato, la nuova strategia sulle armi per fermare Donald Trump: ecco cosa prevede
Nato, la nuova strategia sulle armi per fermare Donald Trump: ecco cosa prevede
di Alessandro Rosi
3 Minuti di Lettura
Lunedì 12 Febbraio 2024, 10:29 - Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 06:29

La risposta della Nato alla minaccia di Trump non si lascia attendere. L'Alleanza è pronta a una nuova strategia sulle armi all'Ucraina per arginare le posizioni del tycoon. L'ex presidente americano si è più volte vantato di poter porre fine alla guerra della Russia contro Kiev entro 24 ore, ma ora è passato a toni più accesi. «Incoraggerei Mosca ad attaccare i Paesi Nato che non pagano», è l'ultima provocazione. Stoltenberg, il numero 1 dell'Alleanza, si sta muovendo per fermarlo. Secondo il capo della Nato le osservazioni di Trump potrebbero mettere a rischio la vita degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.

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Il piano

Assumere il coordinamento delle forniture di armi all'Ucraina. È questo il piano della Nato. L'indiscrezione arriva dal quotidiano Handelsblatt, che cita funzionari governativi e diplomatici. Un meccanismo alternativo, soprattutto a causa delle preoccupazioni per la rielezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti.

Come funziona ora

"Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina", così si chiama il summit creato dagli Stati Uniti per coordinare gli aiuti all'Ucraina. Gli incontri avvengono regolarmente nella base aerea americana di Ramstein, in Renania-Palatinato (Germania). È il consigliere per la sicurezza statunitense Jake Sullivan, e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, che vuole portare la gestione degli aiuti a Kiev sotto il controllo della Nato.

Gli effetti

«Esplosiva», così è stata definita la mossa della Nato.

Il nuovo formato, però, renderebbe più semplice il coinvolgimento degli Stati che sostengono l'Alleanza nei suoi sforzi ma non ne sono membri.

Chi è a favore

Il piano di Sullivan e Stoltenberg è sostenuto soprattutto dai paesi dell'Europa orientale, ma anche dal Regno Unito e dalla Francia. La Germania, invece, è scettica. Perché? Permetterebbe alla Russia di avvalorare la narrazione del Cremlino secondo cui la NATO è “in guerra con la Russia”.

La risposta della Nato a Trump

«Ogni attacco alla Nato avrà una risposta forte e unita». Con queste parole Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ha risposto alle dichiarazioni di Donald Trump, ex presidente Usa e candidato repubblicano alla Casa Bianca, sulla possibilità che l'Alleanza non aiuti, in caso di pericolo, i Paesi membri che non contribuiscono alla spesa per la difesa. «Qualsiasi affermazione secondo cui gli alleati non si difenderanno a vicenda mina tutta la nostra sicurezza, compresa quella degli Stati Uniti e mette ancora di più a rischio i soldati americani ed europei. Mi aspetto che, indipendentemente da chi vincerà le elezioni presidenziali, gli Stati Uniti restino un alleato della Nato forte e impegnato», ha spiegato Stoltenberg in una nota.

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