Mamma abbandona i due figli in auto: ha passato la notte tra locali e discoteca

Sabato 30 Novembre 2019 di Erasmo Marinazzo
Mamma abbandona i due figli in auto: ha passato la notte tra locali e discoteca
I bambini in macchina a dormire mentre lei trascorreva le nottate fra locali e discoteche. Con l’accusa di abbandono di minori una mamma che oggi ha 40 anni, di un comune del Basso Salento, ha visto confermata la condanna ad un anno di reclusione inflittale in primo grado.

I giudici della sezione unica della Corte d’Appello di Lecce (presidente Vincenzo Scardia, a latere Nicola Lariccia e Giovanni Surdo) hanno accolto le richieste del sostituto procuratore generale Salvatore Cosentino e dell’avvocato Anna Maria Ciardo, legale del padre di quei bambini costituitosi parte civile. Con una sola differenza: il dispositivo della sentenza non ha più riconosciuto al padre 1.000 euro di risarcimento.
Non ha trovato riscontri nella valutazione del collegio giudicante, la tesi della difesa: quella donna prendeva sempre l’accortezza di avere sott’occhio la sua macchina. Sceglieva con gli amici il tavolo vicino alla finestra dove avrebbe potuto tenere costantemente sotto controllo la macchina.

Sempre. La prima sera, quella del 12 giugno del 2012, quando fu vista entrare in un locale di Gallipoli mentre la figlia di sei anni dormiva in macchina. Ingresso alle 23.38, uscita all’1.20, constatarono i poliziotti del Commissariato di Taurisano. La sera dopo, altra uscita per andare in un discopub di Torre Paduli. Dalle 23 alle 0.57 col il figlio di 10 anni lasciato in auto. Stesso locale, ma il 5 luglio, con appresso la figlia: 22.40-0.10, l’uscita.

Una tesi, quella difensiva, bocciata nel processo di primo grado dal giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, Bianca Maria Todaro: «Pur ammettendo anche l’esistenza di un discontinuo ed occasionale controllo visivo da parte della...e dei suoi amici nel corso delle serate - si ribadisce, negato dai testimoni oculari d’accusa e sconfessato dalle immagini video in atti - ritiene il Tribunale che tale circostanza nessuna efficacia dirimente potrebbe esplicare rispetto alla responsabilità dell’imputata», le valutazioni del giudice nelle motivazioni della sentenza. «Non elidendo detto comportamento il pericolo per l’incolumità dei minori rappresentato dal lasciarli dormire da soli in un’autovettura parcheggiata sulla pubblica via a notte fonda. I rischi, infatti, connessi a tale tipo di condotta non si risolvono soltanto nella potenziale esigenza della vicinanza della madre da parte del bambino per i suoi bisogni estemporanei (sete, fame, rassicurazioni), ma soprattutto nel pericolo connesso alla possibile aggressione da parte di terzi estranei (che potrebbe esplicarsi con una repentinità tale da non consentire un pronto intervento del genitore), ovvero nei possibili incidenti insiti nella circolazione stradale».

L’inchiesta condotta dal pubblico ministero Stefania Mininni prese il via con l’esposto presentato dal padre dei bambini per fare presente che la ex moglie lasciasse i figli soli in casa. Per questo - raccontano le carte del processo di primo grado - la donna prese l’abitudine di portarli con se’ nelle uscite serali. Il padre lo enne a sapere ed incaricò un investigatore privato dotato di videocamere, di fare le verifiche. Compito che il magistrato affidò poi ai poliziotti del Commissariato di Taurisano.
  Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA