Bambini uccisi a scuola, il killer prima di sparare: «State per morire». Morti 19 alunni e due maestre. Biden: «La lobby delle armi va fermata»

Il killer aveva appena sparato alla nonna. Il presidente Biden: «Violenza senza senso»

Mercoledì 25 Maggio 2022
Texas, strage nella scuola

Nuova strage in una scuola elementare negli Usa, a quasi dieci anni di distanza da quella che per prima violò l’innocenza dei bambini con una pioggia di piombo a Newtown in Connecticut. Il bilancio è terrbile: i morti sono in tutto 21, di cui 19 bambini e due adulti. Questa volta il teatro della tragedia è il Texas, quattordici vittime in erba appartengono con ogni probabilità alla comunità ispanica, così come una delle maestre che li aveva in custodia, e che è stata falciata della sparatoria. Tutto il resto segue invece un copione ripetitivo, anche se troppo drammatico per creare assuefazione. Biden accusa: «La lobby delle armi va fermata». «Sono stanco, dobbiamo agire» sulle armi, afferma il presidente Usa rivolgendosi agli americani dopo la strage. «L'idea che un 18enne possa entrare in un negozio e acquistare un fucile è sbagliata», aggiunge Biden con a fianco la First Lady Jill Biden.

 


LE ARMI
 

Un giovane di diciotto anni, Salvador Ramos, appartenente alla stessa comunità di Uvalde, una cittadina di 16.000 abitanti, centoventi chilometri ad ovest di San Antonio, ha parcheggiato una vettura davanti all’edificio scolastico, ed è entrato imbracciando almeno due armi automatiche. Ha giustiziato le sue vittime in modo metodico e sanguinolento, e ha continuato a sparare dalla barricata che aveva improvvisato all’interno, anche quando la polizia locale lo ha inseguito tra le aule. Due agenti che sono intervenuti sulla scena sono stati feriti in modo lieve, mentre lo sparatore è stato ucciso, presumibilmente da uno dei poliziotti. L’ospedale dove sono stati trasportati i piccoli corpi ha ricevuto anche una donna di sessantasei anni in fin di vita, colpita da colpi di arma da fuoco. Si tratta della nonna, ammazzata dal giovane prima di uscire di casa. Abbondanti ancora una volta sono le tracce lasciate su Internet. Ramos ha pubblicato su Instagram le foto delle armi in suo possesso, e ha anticipato ad una sua amica con tono sinistro di avere «un piccolo segreto».

 

«Ha sparato e ucciso in modo orribile e incomprensibile» ha detto il governatore Gregg Abbott. Il prossimo venerdì Abbott ha in programma di celebrare nella capitale Austin una festa dell’orgoglio texano a difesa del secondo emendamento della costituzione statunitense, quello che protegge il diritto dei cittadini a possedere armi. Donald Trump ha già annunciato che sarà in città per partecipare alla festa. L’anno scorso il governatore ha firmato sette provvedimenti di legge che rafforzano tale diritto, e lo difendono dai tentativi di limitare l’accesso, anche per le persone mentalmente fragili. L’attacco è avvenuto in tarda giornata, quando la scuola stava per chiudere e mandare i bambini a casa. Siamo alla fine dell’anno scolastico, tempo di saluti tra gli insegnanti e gli studenti che nella scuola di Uvalde sono assegnati a sole tre classi: la seconda, la terza e la quarta elementare. L’età delle vittime varia quindi tra i sette e i nove anni. Il palazzo che ospita la scuola è circondato da una bassa rete di metallo, disegnata più per contenere i bambini durante l’ora di ricreazione, che per impedire l’accesso a estranei. La porta principale non sembra dotata di sistemi di sicurezza; certamente non ha sbarre visibili dall’esterno. Varcarla non ha costituito nessun problema per Ramos, anche lui studente nella locale high school.

 

 

 


 

 

 

IL PRESIDENTE
Il presidente Joe Biden è stato informato dell’accaduto mentre era in volo, sull’aereo presidenziale che lo riportava a Washington al termine della visita in Asia. È stato un «atto di violenza senza senso», ha detto. Le maggiori reti televisive hanno raccontato quanto era accaduto al paese per ore nel pomeriggio di ieri. Molti dei giornalisti avevano le lacrime agli occhi mentre parlavano di fronte alle telecamere, esattamente come era accaduto dieci anni fa per la strage di Sandy Hook, della quale la sparatoria in Texas sembra quasi una replica fedele. Al tempo l’eccidio commosse il paese ed il mondo intero e suscitò un enorme dibattito sulle misure di prevenzione necessarie per impedire che l’evento si ripetesse in futuro. L’edifico è stato demolito e ricostruito a prova di bomba, ma nel frattempo il numero delle sparatorie con vittime multiple è cresciuto con incrementi a doppia cifra percentuale, anno dopo anno. Questo è il 241mo dell’anno in corso.

LE REAZIONI E LA DINAMICA - «Possiamo e dobbiamo fare di più. È il momento di trasformare il dolore in azione» e di affrontare la lobby delle armi, afferma Biden appena rientrato dal suo viaggio in Asia e con a fianco la First Lady Jill Biden vestita tutta di nero. Parlando dell'ennesimo «massacro» il presidente si definisce «stanco e arrabbiato» e si rivolge direttamente agi americani: «Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l'amor del cielo dov'è la nostra spina dorsale?». Da qui l'appello a norme di buon senso sulle armi affinché tragedie come questa possano essere evitate. «Non venitemi a dire che non possiamo avere un impatto su queste carneficine», aggiunge. Gli fa eco la vicepresidente Kamala Harris: «Quando è troppo è troppo, ora bisogna agire». Parole pesanti arrivano anche da Barack Obama, presidente durante la strage di Sandy Hook del 2012. «Io e Michelle siamo a fianco delle famiglie di Uvalde. Ma siamo anche arrabbiati»: sono passati dieci anni da Newtown e «il nostro Paese è paralizzato non dalla paura, ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie. È scaduto il tempo per agire, per qualsiasi tipo di azione», dice senza mezzi termini Obama. La rabbia dei democratici si sfoga mentre su quanto accaduto ancora non c'è molta chiarezza. Il killer ha sparato prima alla nonna e poi ha avuto un incidente di auto vicino alla Robb Elementary School. Sceso dall'auto con fucile e giubbotto antiproiettile, ha cercato di entrare nella scuola superando il blocco di alcuni agenti: una volta nell'edificio ha aperto il fuoco in alcune classi. Il ragazzo 18enne è poi stato fermato dalla polizia che lo ha ucciso sul posto. Ramos era uno studente di un liceo dell'area e poco prima della strage ha contatto una sconosciuta su Instagram dicendole che aveva un segreto che voleva condividere: «sto per...».

 

 

Alla ragazza comunque non ha confessato quale era il gesto folle che aveva in mente e che ha portato a termine qualche ora dopo. Sul suo account Instagram il killer aveva postato un selfie e foto di armi, inclusa una con due fucili uno accanto all'altro. Non è chiaro se si tratta delle armi usate per la strage. Quello che si sa è che il ragazzo per il suo 18° compleanno ha acquistato due fucili. La strage è avvenuta a due giorni dalla fine dell'anno scolastico in un'area a prevalenza di ispanici, e ha preceduto di qualche giorno la convention annuale della National Rifle Association, la potente lobby della armi. L'appuntamento è infatti per venerdì a Houston, nel Texas che piange ora i bimbi uccisi, e vi sono previsti gli interventi di Donald Trump e del governatore dello stato Greg Abbott. Proprio su Abbott in questo ore si stanno concentrando le critiche per aver ammorbidito di recente le leggi sulle armi. È anche rispuntato un suo tweet del 2015 in cui invitata i texani a correre ad acquistare di armi. «È imbarazzante. Il Texas è solo secondo dietro alla California per gli acquisti di armi nuove. Muovetevi», aveva twittato. La strage ha già riacceso il dibattito sulle armi nel mezzo della campagna elettorale delle primarie in vista delle elezioni di metà mandato. Non è comunque scontato che la spinta del momento si traduca in azione, visto che le stragi che si sono succedute nel corso degli anni non sono riuscite a superare l'impasse in Congresso.

 

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