Green pass a scuola, in treno o in ufficio: cosa potrebbe cambiare dal 6 agosto

Lunedì 2 Agosto 2021 di Francesco Malfetano
Green pass a scuola, in treno o in ufficio: cosa potrebbe cambiare dal 6 agosto

Per il Green pass quella appena cominciata è una settimana decisiva. Non solo perché da venerdì, il 6 agosto, entrerà in vigore il decreto che ne estende l'uso a una buona fetta delle attività commerciali italiane, quanto soprattutto perché il governo chiarirà anche i punti rimasti in sospeso. I nodi da sciogliere sono principalmente scuola e trasporti. Sullo sfondo in realtà ci sarebbe anche il lavoro, con l'apertura del governo alle vaccinazioni dei dipendenti pubblici e dei sindacati fatta dal leader della Cgil Maurizio Landini, si è infatti tornato a parlare del Green pass in azienda ma quanto trapela da Palazzo Chigi per il momento il dossier non dovrebbe essere sul tavolo del Consiglio dei Ministri. 

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TEMPI E NODI
Andiamo però con ordine. Già domani o mercoledì sarà convocata la cabina di regia a cui spetterà il compito di definire a livello tecnico come può essere gestito il ritorno in classe in presenza «senza se e senza ma» preannunciato dal ministro dell'Istruzione Bianchi e anche se la capienza all'80% a bordo dei mezzi di trasporto richiesta dalle Regioni per reggere il rientro in aula sia un compromesso accettabile. A parametri tecnici definiti, e sentiti governatori ed enti locali nella conferenza unificata delle Regioni che dovrebbe tenersì giovedì, la palla arriverà al Cdm. Una riunione che si annuncia particolarmente difficile. Sul fronte scuola infatti, c'è da delineare il destino dei 220 mila tra docenti e personale Ata che al momento risultano non immunizzati. Il numero è già in fase di ricalcolo da parte della struttura del Commissario per l'Emergenza Francesco Paolo Figliuolo (per le Regioni sono molti meno) ma se dovessero essere confermati difficilmente l'obbligo vaccinale per loro verrà evitato. Tra le ipotesi sul tavolo c'è quella di stabilire una soglia minima, ad esempio il 90-95 per cento (in molti territori è già raggiunta), al di sotto della quale scatta l'obbligatorietà. Un'imposizione che potrebbe anche essere a fasi, con prima una raccomandazione, poi il trasferimento (in una provincia in cui ci sono più docenti vaccinati) e poi la sospensione. Tutto ancora da definire in ogni caso. La discussione è ancora aperta. 

 

Discorso differente per quanto riguarda i mezzi di trasporto. Se tram, bus e metro non verranno al momento toccati dall'obbligo di Green pass, la certificazione ormai è quasi certo diventerà obbligatoria per le lunghe percorrenze. Sarà cioè necessaria per salire a bordo di treni, aerei e navi. Anche qui però, i tempi sono ancora da definire. Una parte della maggioranza spinge perché il provvedimento, pur adottato nel Cdm in arrivo, entri in vigore solo alla fine del mese di agosto al fine di cercare di evitare un ulteriore impatto sulle attività turistiche. D'altro canto, i componenti più prudenti del governo, preferiscono aspettare fino all'ultimo i nuovi dati del contagio. Con le positività in risalità al ritmo attuale e anche le prime variazioni verso l'alto dei tassi di occupazione dei posti letto in ospedale, l'introduzione del Green pass per aerei, treni e navi potrebbe essere lo strumento giusto per evitare le scene già viste lo scorso anno quando i contagi salirono nettamente dopo i rientri dalle ferie. 

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