Covid, l'Iss: Rt nazionale fermo a 1,16, terapie intensive oltre la soglia critica. Rischio alto in 10 regioni

Venerdì 19 Marzo 2021
Covid, l'Iss: Rt nazionale fermo a 1,16, terapie intensive oltre la soglia critica. Rischio alto in 10 regioni

Con la metà delle regioni italiane in zona rossa, e altre attualmente arancioni e che potrebbero entrarci presto, come ogni venerdì oggi è il giorno dei dati del monitoraggio Iss-Ministero della Salute sull'andamento della pandemia di Covid-19. Dalla cabina di regia ancora in corso, intanto, si apprende che l'indice Rt medio nazionale è stabile a 1,16 Nel periodo 24 febbraio - 09 marzo 2021, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,16 (range 1,02 - 1,26), conferma una nota dell'Iss, «sempre sopra uno in tutto il range».

 

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È necessario continuare a mantenere «rigorose misure di mitigazione nazionali», alla luce dell' «elevata incidenza, l'aumento della trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri», afferma l'Istituto Superiore di Sanità (Iss) nella bozza del monitoraggio settimanale. Oltre alle misure a livello nazionale, sono necessari « puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione».

 

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Aumentano ancora i nuovi casi non associati a catene di trasmissione: il monitoraggio indica che sono a 54.964, rispetto ai 50.256 della settimana precedente. Il 28,2% dei casi, inoltre, è stato rilevato attraverso l'attività di tracciamento dei contatti, il 37,2% sulla base della comparsa dei sintomi, il 20,5% attraverso attività di screening e per il 14,1% dei casi non era disponibile tale informazione.

 

Terapie intensive oltre la soglia di rischio

 

Il tasso di occupazione nelle unità di terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in forte aumento e sopra la soglia critica. Ha raggiunto infatti il 36%, dal 31% della settimana precedente, indica il monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) relativo al periodo fra il 12 e il 18 marzo. Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in forte aumento: da 2.756 (09/03/2021) a 3.256 (16/03/2021).

 

Il monitoraggio indica inoltre che il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è arrivato alla soglia critica (40%) con un forte aumento nel numero di persone ricoverate: da 22.393 del marzo scorso a 26.098 del 16 marzo. In una settimana sono aumentate da 11 a 13 le Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica del 30%.

 

Rischio alto in 10 regioni

 

Si continua ad osservare un livello generale di rischio alto: dieci Regioni (stesso numero della settimana precedente) hanno un livello di rischio alto. Le altre 11 Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui sette ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). Tutte le Regioni/PPAA, tranne sei, hanno riportato allerte di resilienza. Due di queste (Campania e Veneto) riportano molteplici segnali di allerte di resilienza. 

 

Sedici Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, una Regione (Campania) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,5 compatibile con uno scenario di tipo 4, e due (Piemonte e FVG) hanno un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Dodici Regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.

 

Verso nuove zone rosse. Molise spera nell'arancione

 

Intanto l'Italia non torna indietro verso allentamenti e solo il Molise spera di tornare in arancione. Per la prossima settimana altre regioni potrebbero aggiungersi al rosso della cartina delle restrizioni. A rischiare più di tutte è la Toscana, che potrebbe unirsi alle dieci che già si trovano nella fascia delle misure più dure. In Calabria e Liguria, invece, i dati non sembrano cresciuti in maniera allarmante rispetto alle precedenti settimane. 

 

Altre regioni in bilico - lievemente meno a rischio - sono Calabria e Valle d'Aosta. In quest'ultima la situazione è peggiorata solo nell'ultima settimana (dati che non saranno ancora riportati nel prossimo dossier dell'Iss): non sarebbero stati rilevati 250 casi ogni 100mila abitanti - elemento discriminante per l'assegnazione della zona rossa - e l'impatto sugli ospedali resta relativamente basso, ma nelle ultime ore l'Rt è decisamente sopra 1,5. 

Ultimo aggiornamento: 17:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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