I vandali per il Comune sono come una tassa. Costano cari di cartelli danneggiati

Sabato 12 Dicembre 2020
Alcuni dei segnali sfregiati

SAN BENEDETTO - Segnali di degrado. Negli ultimi tempi, si è ulteriormente accentuato un trend negativo che, da qualche anno, caratterizza la Riviera. Ossia l’assurda moda di imbrattare pure la segnaletica stradale. Il Comune deve subire: l’amministrazione è chiamata a sostituire del tutto i segnali maggiormente deturpati. «Purtroppo non si possono pulire - spiega l’assessore al decoro urbano: Andrea Traini - perché pulendoli si andrebbe a cancellare anche la patina catarifrangente senza la quale i segnali non sarebbero pienamente a norma e ciò, in caso di incidenti, esporrebbe il Comune a possibili contenziosi legali». 

 
L’acquisto della cartellonistica ed il successivo intervento di sostituzione è affidato alla società partecipata “Multi Servizi”. «A seconda delle loro caratteristiche tecniche, i cartelli stradali hanno un costo che si aggira tra i 30 ed i 50 euro - sottolinea il direttore Fabrizio Pignotti -. Per i classici segnali tondi, siamo sui 50 euro l’uno». Ci sono poi i costi di manodopera: superiori ai 30 euro l’ora per ogni singolo operaio. Quest’ultima è una cifra indicativa che abbiamo raccolto da altri Comuni italiani, come il lombardo Cinisello Balsamo. Ma, fortunatamente, a San Benedetto le spese di manodopera della segnaletica stradale rientrano nel più ampio “accordo di gestione” tra Comune e Multi Servizi: dunque sono sicuramente più basse. Magra consolazione, visto e considerato che, se ci fosse maggior senso civico, gli operai potrebbero essere indirizzati verso altri compiti, piuttosto che corriere dietro ai danni compiuti da qualche dissennato teppista. Purtroppo, la piaga non riguarda solo i segnali stradali ma anche su ogni superficie, sia pubblica che privata. Dai monumenti alle serrande, passando per ogni genere di muro.


Nulla è risparmiato. «Bisogna imbastire una strategia quanto più condivisa possibile» risponde l’assessore Traini, proiettandosi verso il futuro, nonostante in Comune vengano date per imminenti le sue dimissioni. «Occorre convocare un incontro con forze dell’ordine, comitati di quartiere, referenti del “Controllo del vicinato” ormai in partenza. Penso ad un progetto mirato di educazione civica nelle scuole ma anche alla creazione di una sorta di banca-dati dove raccogliere quante più informazioni possibili su questi teppisti».
Marco Braccetti

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