Ragazza a spasso con il cane attaccata da una cinghiale: squarciato il fianco del boxer

Martedì 26 Maggio 2020 di Emidio Lattanzi
San benedetto, ragazza a spasso con il cane attaccata da una cinghiale: squarciato il fianco del boxer

SAN BENEDETTO - Ha dell’incredibile la storia che arriva dal Ponterotto e che ha visto un boxer di oltre 40 chili, Aaron, rischiare di perdere la vita in seguito ad una aggressione subita da un cinghiale che stava difendendo, d’istinto, i suoi cuccioli. Il tutto a qualche decina di metri dal Ponterotto e da via Madonna della Pietà una delle principali arterie della periferia sambenedettese. 

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È tutto accaduto nel tardo pomeriggio quando il cane si è trovato faccia a faccia con un cinghiale. È accaduto nella zona del Ponterotto, in via San Marco, nella strada che si trova a ridosso dell’area che ospitava la discarica dove una ragazza, come è solita fare, aveva portato a far fare una sgambata al suo cane. Una zona vicina alla strada ma comunque di campagna frequentata da molte persone, sia da chi porta a spasso il proprio cane che da chi vuole concedersi una semplice camminata lontano dal traffico e dallo smog. Il boxer, durante questa sgambata, si è addentrato in un’area nascosta alla vista della padrona che ha sentito i rumori del furioso grufolare del cinghiale e che, subito dopo, lo ha visto allontanarsi insieme ai suoi cuccioli. Ha cercato il cane e lo ha trovato a diversi metri di distanza con ferite profondissime.
 
«Ho temuto che non ce la facesse - racconta - e abbiamo compiuto una vera e propria lotta contro il tempo raggiungendo il laboratorio veterinario». 
Il salvataggio 
Lì, nella clinica veterinaria del dottor Roberto Grosso in via della Liberazione, intorno alle 21, il boxer è stato operato d’urgenza. «Ha rischiato di perdere un polmone - spiega la giovane - è vivo per miracolo. Fortunatamente il medico è riuscito a salvarlo». Ha ricevuto diversi punti di sutura e, a tarda notte, lui e la sua padrona sono riusciti a tornare a casa. Il boxer dovrà ovviamente seguire una terapia ed è tenuto sotto osservazione. 
Zona pericolosa 
«Vado spesso lì - spiega la ragazza - e non avevo mai vissuto situazioni del genere. Avevo visto delle orme di cinghiale ma l’area è frequentata da tante persone e tutti quanti abbiamo sempre pensato che si trattasse di passaggi notturni. Racconto questa mia testimonianza perché altri, in futuro, non si trovino nella stessa situazione». Tanta apprensione insomma ed un sospiro di sollievo finale, anche se parziale perché il povero animale ha sofferto tanto per le ferite riportate, ma la vicenda riapre di fatto la polemica sui cinghiali che si stanno spingendo sempre più verso le zone abitate e che sono sempre più aggressivi. 
L’istinto 
Nel caso di sabato il cinghiale ha probabilmente reagito per istinto protettivo nei confronti dei cuccioli ma sempre più spesso vengono lanciati allarmi relativi all’invasiva presenza di quegli animali. Nelle campagne del territorio la situazione relativa ai danni da ungulati viene definita da Coldiretti «sempre più drammatica» e oltre ai danni del maltempo, che ha distrutto intere coltivazioni di frutta, ortaggi, vigneti e cereali nella notte tra 20 e 21 maggio, si aggiungono le ininterrotte incursioni degli animali selvatici. Scorrerie indisturbate, nonostante la Regione Marche avesse già acceso i megafoni nei giorni scorsi per annunciare l’ok alla ripresa immediata delle attività di contenimento. Trappole e abbattimenti che, durante il lockdown, si erano fermati e ad oggi e ancora non sono affatto ripresi.

Ultimo aggiornamento: 15:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA