Coronavirus, scatta l'allarme-giovani: nelle Marche l'ultimo contagiato è un ragazzino di 15 anni

Tuesday 26 May 2020 di Lorenzo Sconocchini
Coronavirus, scatta l'allarme-giovani: contagiato un ragazzino di 15 anni

ANCONA  - Ci si può infettare anche a 15 anni, nella fase 2 dell’epidemia, ora che ragazzi e giovanissimi tornano a radunarsi nelle piazze e nei loro ritrovi abituali, dopo due mesi e passa di clausura domestica. Capita in paesino della Vallesina, tra Jesi e Ancona, dove abita uno dei due nuovi soggetti positivi al Coronavirus rilevati nelle Marche dall’analisi dei 398 tamponi del percorso diagnostico testati nella giornata di domenica: uno è appunto il classe 2005 che abita in provincia di Ancona, l’altro è un 31enne della provincia di Fermo.

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Entrambi sono asintomatici, il che fa pensare che siano stati sottoposti a tampone dopo incontri ravvicinati con altri soggetti poi risultati positivi, nella tracciatura dei contatti eseguita per l’indagine epidemiologica.

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Ormai sono soprattutto persone ancora abbastanza giovani a contagiarsi: nella scorsa settimana il 75% dei casi positivi riguardava soggetti under 35 e negli ultimi cinque giorni di esami l’età media dei contagiati nelle Marche, 39 casi in tutto, è di 42 anni. E sempre più spesso il virus non dà segni clinici visibili: nella settimana 15-21 maggio gli asintomatici nelle Marche sono stati i due terzi del totale. 

Con l’ultimo aggiornamento del Gores Marche il bilancio complessivo dei casi di contagio nella regione sale a 6.716 su 61.347 tamponi. Ai 398 esaminati nel percorso diagnostico, fa sapere la Regione, se ne aggiungono altri 157 analizzati nel percorso guariti. La curva dei contagi s’è appiattita. Un numero così basso di test positivi (2 su 398 tamponi) non capitava dal 27 febbraio, quando però era bastato processare 8 tamponi per trovarne un paio infetti. L’aumento giornaliero è dello 0,03%, contro una media nazionale dello 0,1%.

Sul tema del virus meno aggressivo, offre contributi oggettivi il numero dei ricoveri ospedalieri per Covid: ieri nelle Marche erano 108 (6 in meno rispetto a domenica) e per trovare un dato così basso nella curva dei pazienti bisogna tornare indietro di due mesi e mezzo, alle prima ampie falcate dell’epidemia galoppante, quando dai 93 ricoverati del 6 marzo (su 159 casi positivi rilevati) si balzò in un giorno a 124. Anche i pazienti in rianimazione ormai sono una rarità, distribuiti ora tra 5 ospedali: dall’inizio di maggio si sono ridotti a meno di un terzo, passando da 44 a 13. Rispetto al totale di 6.716 casi positivi totali, siamo allo 0,25%, mentre a fine marzo nelle terapie intensive Covid ce ne erano 169 su 3.825, il 4,41%. 

Ridottissimi anche i pazienti in semi-intensiva, quelli che non hanno bisogno di trattamenti invasivi ma necessitano di costante monitoraggio delle funzioni vitali. Ieri erano 11, a fine marzo erano arrivati anche a 315. Nel culmine dell’epidemia i pazienti più gravi, con polmoniti che richiedevano ventilazione assistita in rianimazione o comunque trattamenti semi-intensivi, avevano raggiunto un picco di 482 (30 marzo) ieri erano 24.
Continuano a diminuire anche i ricoveri in reparti non intensivi, ieri a 53 (-6) dopo aver raggiunto la sommità della curva (842) il 29 marzo, quando il totale di ricoverati per Coronavirus nelle Marche era al top di 1.168 casi. 
Essendo inversamente proporzionale, continua a salire la curva dei dimessi-guariti, arrivata ieri a un totale di 4.059 grazie al calo continuo non solo dei ricoverati, ma anche dei positivi curati in isolamento domiciliare: ieri sono scesi a 1.554, dopo aver toccato l’apice il 7 aprile (2.637). L’effetto si sente anche nella curva in picchiata dei “positivi attuali”, i marchigiani che hanno un’infezione ancora attiva, scesi ieri a 1.662 (-30 in un giorno) oltre 2000 in meno rispetto al picco del 7 aprile (3.738).

Nella distribuzione sul territorio dell’epidemia la provincia di Pesaro Urbino, nonostante le due giornate a zero dell’ultima settimana, è ancora al top con 2.740 contagiati, seguita da Ancona (1.870), Macerata (1.116), Fermo (469) e Ascoli (290) mentre 231 casi sono di fuori regione.

Sìè appiattita anche la curva dei decessi, ma continua inesorabile la sua lenta ascesa verso quota mille: ieri un’altra vittima, che fa salire il totale a 996. Si tratta di una sessantenne di Castelfidardo, morta all’ospedale di Torrette. Non soffriva di altre patologie, a smentire il luogo comune che il Coronavirus uccide solo anziani già alle prese con altre malattie. Il tributo più pesante tocca alla provincia di Pesaro Urbino (527 vittime), seguita da Ancona (217), Macerata (165), Fermo (66) e Ascoli Piceno (13), mentre otto persone morte nelle Marche erano residenti fuori regione.

Ultimo aggiornamento: 13:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA