«Il nostro pesce finirà nel weekend per via dello sciopero della marineria» ecco come faranno i ristoratori a restare aperti

Sabato 28 Maggio 2022 di Laura Ripani
Il brodetto di San Benedetto

SAN BENEDETTO - «Abbiamo pesce fresco fino alla fine di questa settimana». Lanciano l’allarme i ristoratori di San Benedetto che, pur condividendo la protesta della marineria, devono far fronte alle difficoltà di reperimento della materia prima nel momento di esordio della stagione balenare che vede già molti turisti presenti in città. A sorpresa anche molti stranieri.

 
Il panorama
Ha dovuto rinunciare a un ospite eccellente anche Federico Palestini della Caserma Guelfa. Presente ad Ascoli per la presentazione del suo libro, Oscar Farinetti, patron di Eatly, è rimasto nella città delle Cento Torri. «Riusciamo ad arrangiarci ancora con le scorte del pesce che abbiamo previdentemente abbattuto - spiega Palestini - ma la situazione comincia ad essere abbastanza preoccupante. Io ci sto allo sciopero della marineria che protesta per il caro gasolio ma non sono d’accordo sul blocco del mercato ittico». Il brodetto insomma, verrà dal Tirreno. «Anche per noi è aumentato tutto - incalza Palestini - : acqua, luce e gas ma chi ci tutela? Purtroppo in porto le barche sono sempre meno e ci toccherà sempre di più rifornirci di materia prima d’importazione».

Non molto diversa la situazione del Soriano, dove i fratelli Erminio e Carlo Giudici si dicono comunque solidali con la protesta. «Stiamo pagando tutti pegno di una situazione che coinvolge un comparto dove si lavora in maniera durissima - ammette Carlo -: non si può andare in mare per rimetterci ma anche noi dobbiamo pur lavorare. Quindi ci sono canali alternativi per rifornirsi, i multicash e i grandi distributori se il mercato ittico è bloccato. E comunque noi facciamo anche carne, nella peggiore delle ipotesi faremo quella».

C’è poi chi invece ricorre a canali ancor meno tracciabili e non ufficiali. Ovviamente non intende apparire ma si vanta di aver trovato un’ombrina di 2 chili e mezzo, pescata «per un cliente affezionato. Me la sono fatta portare - dice - durante la notte». Un mercato parallelo, sembra che comunque a detta di molti colleghi è davvero poca cosa rispetto ai volumi dei quali ha bisogno San Benedetto con i suoi tanti locali e, da qualche settimana, chalet che hanno riaperto i ristoranti.


Le polemica
Priscilla Presti Husson da Camara, la chef di “Il Gambero da Tato” fa alcune considerazioni per nulla banali. Lei che vede il marito Vincenzo Troiani ogni giorno partecipare all’asta durante la notte per cercare di strappare le pezzature più prelibate è sconsolata: «Di cosa vogliamo parlare, sono anni che il pesce più buono di San Benedetto, quello che è rimasto, si trova a Milano. Parte per il capoluogo lombardo e anche noi stiamo lavorando con quello che abbiamo messo da parte nelle scorse settimane. Potrà durare ancora per poco ma tant’è. Per ora si riesce ad avere quello di importazione. Però la crisi c’è per tutti. Quando a suo tempo le cassette in vendita sono raddoppiate sfruttando l’euro nessuno si è lamentato. Ora anche noi potremmo metterci a scioperare perché il diesel della mia macchina è aumentato».

 

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