San Benedetto, l'ira dei balneari: «Troppe disparità con la Bolkestein». L'ex sindaco attacca il Comune: «Si muovano»

La Riviera delle palme sotto scacco per la Bolkestein
La Riviera delle palme sotto scacco per la Bolkestein
di Emidio Lattanzi
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Giovedì 17 Febbraio 2022, 03:25

SAN BENEDETTO - Per la Bolkestein e gli chalet all’asta c’è un intero territorio sul piede di guerra per la scadenza (con paletti) fissata al 2024. Gli operatori balneari del sindacato Itb annunciano ad esempio proteste mentre il mondo della politica si sta muovendo anche da Roma con, ad esempio, la deputata sambenedettese Lucia Albano che non usa mezzi termini parlando di espropri voluti dalla dall’Unione Europea.  Ma tra gli spunti più interessanti c’è quello fornito dall’ex presidente del Consorzio Turistico e anch’egli operatore balneare Marco Calvaresi. 

 

«Il problema sta nel fatto che il legislatore non ha una conoscenza reale del settore, facendo di tutta un’erba un fascio e generalizzando come sempre. Nella riviera delle palme gli ingressi in spiaggia non sono a pagamento, la media degli ombrelloni è di circa 500/700 euro a stagione. In Versilia una tenda costa dai 12 ai 20 mila euro a stagione, in Puglia ti fanno pagare anche le docce fredde e ti mettono anche le sdraio sui scogli, mentre in Liguria te le mettono sul cemento dato che di spiaggia ne hanno ben poca». Calvaresi auspica un mea cupa delle associazioni sindacali: «La rappresentanza sindacale ha cercato fino alla fine di eliminare le aste, quando sarebbe stato più intelligente discutere sul come arrivarci. Se c’è una categoria che piange, c’è una moltitudine di aspiranti che non vedono l’ora di subentrare convinti di un lavoro facile e poco impegnativo, di lavoro quello che si dovrebbe garantire ai pretendenti mentre non si capisce che fine dovrebbero fare quelli che lo avevano. Ma Calvaresi analizza anche un altro aspetto: «Il legislatore - afferma - si è scordato anche dell’accesso al credito, infatti le banche da sempre non finanziano le concessioni demaniali, di solito i concessionari sono costretti ad ipotecare la loro casa per avere finanziamenti, questa sarà la sfida più grande del futuro dei vecchi e dei nuovi balneari». 

Ma, ovviamente, la vicenda interessa anche i banchi della politica con l’onorevole Lucia Albano che lancia strali contro le decisioni prese a Roma. e parla di «decisione inaccettabile». «Il governo italiano - afferma la deputata di FdI - ha subito i diktat dell’Unione europea, mostrandosi sordo nei confronti di una richiesta d’aiuto lanciata da un intero comparto economico. Indire le gare significa esporre alla spietata concorrenza del mercato estero ben 30.000 imprese, che impiegano circa 300.000 addetti. Le Marche, la mia regione, con 607 strutture, si conferma il terzo territorio con più stabilimenti balneari in Italia: un danno incalcolabile per gli imprenditori marchigiani, che negli anni hanno investito importanti somme nella loro attività.Per la maggior parte dei casi, si tratta di piccole e medie imprese a conduzione famigliare, che le deboli tutele normative introdotte dal governo non riusciranno a proteggere dallo strapotere delle multinazionali straniere». 

Sul piede di guerra l’Itb di Giuseppe Ricci che parla di decisioni scellerate. «In questo modo si fanno sparire letteralmente tante famiglie. È davvero un’assurdità, non è possibile che in Italia si tolga il lavoro a chi ha costruito e impegnato i propri averi per costruire un’attività. Tanti più che noi abbiamo sempre fatto quello che veniva detto senza fare alcun abuso». Sono in arrivo manifestazioni. Anche l’ex sindaco Pasqualino Piunti, attuale consigliere comunale, protesta e polemizza contro l’amministrazione tacciandola di poco interesse sulla problematica: «Sabato - afferma - durante il consiglio non si è fatto nessun riferimento alla Bolkestein, ho chiesto lumi ma nessuno mi ha risposto».

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