Problemi, appelli e tanta paura: «Il caro bollette stritola il commercio. Si permetta il fotovoltaico in centro»

Domenica 23 Gennaio 2022 di Pierfrancesco Simoni
Problemi, appelli e tanta paura: «Il caro bollette stritola il commercio. Si permetta il fotovoltaico in centro»

ASCOLI  - Il caro bollette sta mettendo in ginocchio le famiglie, le imprese e le attività commerciali. Armando D’Ascanio, titolare della pizzeria È bona furia davanti al teatro romano, ha provato a trovare una soluzione, valida per il suo caso, ma anche per molti colleghi del centro storico.

 


«Mi è venuto in mente - spiega - di sfruttare ciò che ho a disposizione. Sopra la mia attività c’è un terrazzo di 80mq che copre praticamente l’intera superficie del locale. Vorrei realizzare un impianto fotovoltaico a basso impatto perché di piccole dimensioni. Tra l’altro, il terrazzo è circondato da un parapetto altro oltre un metro che quindi nasconderebbe alla vista le eventuali batterie. Ho sondato il terreno con alcuni componenti dell’amministrazione comunale e mi è stato risposto che essendo l’edificio ubicato all’interno del centro storico è impossibile installare il fotovoltaico. Mi chiedo: qui le cose cambiano così in fretta, ogni giorno ce ne è una nuova, e non si può intervenire per modificare un regolamento vecchio di anni? Tra l’altro so che ci sono ditte in Italia che hanno ideato delle tegole con i pannelli solari proprio per gli edifici che si trovano nei centri storici delle città d’arte. Si potrebbe valutare se possono fare anche al caso di Ascoli». In realtà, quando erano previsti degli incentivi per chi voleva passare all’energia solare, alcune amministrazioni ascolane del passato avevano studiato questa possibilità, ma evidentemente non se è fatto nulla. 


Il titolare della pizzeria che di recente ha conquistato le Due rotelle della guida Gambero Rosso lancia un appello all’Arengo. «Chiedendo all’amministrazione di permettere l’installazione di impianti fotovoltaici in centro storico - sostiene D’Ascanio - intendo farmi portavoce di tanti operatori del settore del food, alle prese con i miei stesso problemi. Lo hanno chiaramente esposto sia sulla stampa che attraverso i social network. La mia bolletta non è astronomica come quella di altri colleghi, ma nel mio piccolo vi posso garantire che nell’ultima che mi è arrivata una cifra era quasi il doppio di quella precedente. Qui si corre il rischio di ritrovarci a primavera con diverse attività che hanno chiuso. Non sarebbe un grande spettacolo per i turisti che ci aspettiamo arrivino con la bella stagione, soprattutto alla luce della candidatura di Ascoli a Capitale della cultura per il 2024. Si deve porre rimedio. Confido nella sensibilità dell’amministrazione comunale che in questo periodo di difficoltà, con la pandemia che colpisce duro, si è sempre fatta carico di aiutare famiglie e attività commerciali. Se continua così, il caro bollette farà più danni del covid stesso».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA