Si è spento l'ex direttore della Pinacoteca, la città in lacrime per il dottor Seghetti

Lunedì 13 Settembre 2021 di Mario Paci
Si è spento l'ex direttore della Pinacoteca, la città in lacrime per il dottor Seghetti

ASCOLI - Si è spento all’età di 88 anni Paolo Seghetti, ex direttore della Pinacoteca, ideatore e fondatore dell’archivio storico iconografico, nonché ispettore onorario al patrimonio storico e artistico. Una persona che si dedicata alla conservazione e alla scoperta delle bellezze monumentali e artistiche della città. I funerali si svolgeranno alle 15.30 nella chiesa di San Pietro Martire.

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Per dare la misura di Paolo Seghetti, non solo attento direttore della Pinacoteca ma anche inflessibile “marcatore” delle opere d’arte e delle varie testimonianze storiche della città, anche le meno appariscenti basta citare un episodio avvenuto una quindicina di anni fa quando era già in pensione. Parliamo degli otto artistici lampioni, già nella piazza del Popolo. Una volta tolti dalla piazza, vennero subito dati per persi ma Seghetti li ritrovò nel cortile interno del palazzo Sgariglia, unitamente “a diverso materiale lapideo di interesse archeologico”. Mancavano, degli otto lampioni solo due basi usate come supporto alle aste portabandiera all’imbocco di Porta Maggiore. Seghetti fece fotografare un lampione e per la parte più artistica (liberty) fece anche fare il rilievo in disegno. Il materiale fu trasferito in un capannone dell’ex caserma Vellei. Passato un pò di tempo ne furono trovati solo quattro elementi: una base, un elemento centrale e due colonnine con capitello, di cui una spezzata. L’indagine del professor Seghetti continuò, arrivando ad un commerciante di ferrivecchi, dove in un angolo era presente un solo lampione. Cosa era accaduto nel frattempo? Il Comune aveva indetto un’asta di materiali ferrosi compresi gli ultimi lampioni! Si prodigò anche per il ritrovamento di una conchiglia, in travertino, della fontanella dell’Annunziata, recuperata poi dai carabinieri a Cortina! Quante persone esistono ancora così attaccate al patrimonio culturale cittadino?

 

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