Tuffi estremi dalla falesia del Conero
Volo di 12 metri, ragazzino in ospedale

Tuffi estremi dalla falesia
del Conero: volo di 12 metri
ragazzino in ospedale
SIROLO - Tuffo choc da dodici metri, paura per un ragazzino che è caduto in mare di schiena e ha rischiato di rimetterci la pelle. Un impatto violentissimo con l’acqua. Un dolore atroce, da spezzare il fiato, come cento lame che si conficcano nella pelle e tolgono il respiro. 

Uno spavento incredibile, per lui e per gli amici, che si divertivano a sfidare la legge di gravità e ad esibirsi in tuffi da grandi altezze che richiedono esperienza, tecnica e prudenza. Giocavano a fare i Cagnotto della situazione, lanciandosi dalla scogliera per sentire il brivido del vuoto. Ben altri brividi ha provato il 15enne protagonista della bravata: è planato male in acqua e poteva rimetterci l’osso del collo. Per i soccorritori non è stato semplice raggiungere l’adolescente, nel momento in cui gli amici hanno lanciato l’allarme. Teatro dei tuffi spericolati, i Lavi di Sirolo, rocce lisce e spettacolari a picco sul mare che per i giovani hanno un fascino irresistibile: sono come trampolini naturali da cui spingersi per un interminabile volo nel blu. Da quel balcone a strapiombo, ieri attorno alle 15, ha deciso di buttarsi anche un quindicenne d’origine nordafricana, residente a Viareggio e in vacanza in riviera in un centro estivo. Il ragazzino, saltando da un’altezza di circa 12 metri, non è riuscito a mantenere la posizione verticale e ha cominciato a roteare in aria. Un urlo, poi il rumore sordo del corpo che impatta col mare, duro come il cemento se ci si lancia da così in alto. E’ entrato in acqua malissimo, battendo violentemente la schiena. «Si divertivano a tuffarsi, ma non sembravano molto bravi - dice un giovane testimone che ha assistito alla scena -. A un certo punto ho visto quel ragazzo caduto di schiena. Non ce la faceva a parlare e nemmeno a respirare dal dolore, ma in qualche modo è riuscito a guadagnare la riva e a distendersi sulla scogliera». I ghigni degli amici hanno lasciato spazio alla preoccupazione. Quando hanno capito che non stava fingendo e che c’era poco da ridere, hanno raggiunto a nuoto la vicina spiaggia Urbani per chiedere aiuto. 

Il bagnino ha contattato il 118 e la macchina dei soccorsi si è attivata in pochi minuti, anche perché dalle prime informazioni sembrava che il ferito avesse urtato contro uno scoglio. Subito è scattata una task force di salvataggio, giustificata dal luogo impervio dell’incidente - raggiungibile via terra solo percorrendo uno stretto sentiero che si dirama dalla discesa che conduce a spiaggia Urbani - e dai rischi connessi a un infortunio del genere, che può comportare anche fratture e lesioni agli organi interni. Dall’ospedale di Torrette si è alzata in volo l’eliambulanza, atterrata al molo di Numana, mentre ai Lavi intervenivano un’ambulanza della Croce Azzurra di Sirolo, l’automedica di Osimo e, via mare, l’idroambulanza della Protezione Civile attivata dalla Capitaneria di Porto. Fortunatamente il quindicenne non versava in gravi condizioni, ma era molto agitato e dolorante. E’ stato ricoverato al pronto soccorso di Torrette per tutti gli accertamenti del caso. Per fortna si riprenderà. 
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Sabato 14 Luglio 2018, 03:55 - Ultimo aggiornamento: 14-07-2018 11:03

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