Sos medici, Pronto soccorso in apnea e anche il reparto Covid è arrivato al limite

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Sabrina Marinelli
Sos medici, Pronto soccorso in apnea e anche il reparto Covid è arrivato al limite


SENIGALLIA  - Carenza di medici al Pronto soccorso dove già ne mancano 6 e tra 10 giorni ne andranno via altri due. Se si considerano anche i due che mancano da un paio di anni, mai rimpiazzati, il numero sale addirittura a 10. Una situazione drammatica che sta mettendo in difficoltà anche l’organizzazione dei turni. 

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Molti dei medici hanno contratti a tempo determinato, prorogati finché non trovano condizioni migliori di lavoro altrove. A questa critica situazione va aggiunto anche che il reparto Covid, che lavora in sinergia con il reparto di emergenza, è al completo. Non ci sono più posti e spesso capita che i positivi vengano tenuti al Pronto soccorso anche per giorni. Una situazione al limite. Entrando nel dettaglio dell’organico, dal 24 gennaio andranno via due medici, che hanno già comunicato le dimissioni. Un dottore non può lavorare perché ha il Covid. Una dottoressa è andata in pensione il 31 dicembre e due già ne mancavano da un paio d’anni. Queste ultime tre non sono state ancora rimpiazzate con nuove assunzioni. Quattro se ne sono già andati poco prima di Natale. Senza considerare i due mancanti da un paio d’anni, nel giro di un mese il Pronto soccorso si è trovato senza 8 medici, compresi i due che tra dieci giorni andranno via. È pur vero che il medico positivo al virus prima o poi tornerà al lavoro, ma è altrettanto vero che una dottoressa ha vinto un concorso in Medicina a Marche Nord e si trasferirà fra tre mesi, il periodo necessario di preavviso.

Quindi il conto finale sarà di nuovo 8: impossibile vedere rimpiazzati i medici persi due anni fa. Il reparto dovrebbe contare 15 medici più il direttore e tra pochi giorni lavorerà con metà dell’organico se l’azienda sanitaria non prenderà provvedimenti urgenti. Una criticità allarmante se si considera che siamo in piena emergenza sanitaria e che il reparto Covid, con i suoi 31 posti letto, è al completo. Ciò significa che i positivi devono rimanere al Pronto soccorso in attesa che si liberi un posto in altri ospedali. 

Il sindaco Massimo Olivetti ha già scritto all’azienda sanitaria chiedendo personale e opponendosi all’ampliamento del reparto Covid. Oltretutto incrementare i posti letto per i contagiati comporterebbe un ulteriore aggravio per il nosocomio dal momento che non c’è personale disponibile per gestirli. C’è infatti anche una carenza di infermieri, molti dei quali in quarantena. Inoltre, quasi tutti i medici assunti a tempo determinato per l’emergenza se ne sono andati perché cominciano le specializzazioni il 26 gennaio. Il reparto Covid è pieno di pazienti che non possono essere trasferiti al Covid Hotel, dove attualmente ci sono solo 8 ospiti e molte stanze libere. Nel frattempo nuovi positivi continuano ad arrivare stazionando al pronto soccorso in attesa di un posto libero.
 

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