Reintegrata la direttrice della farmacia comunale: era stata sollevata per il calo di profitti durante la pandemia Covid

Domenica 15 Maggio 2022 di Arianna Carini
Reintegrata la direttrice della farmacia comunale: era stata sollevata per il calo di profitti durante la pandemia Covid

LORETO - Si è conclusa con il pieno reintegro nella posizione in precedenza occupata, secondo l’accordo giudiziale raggiunto davanti al Tribunale del Lavoro di Ancona, la vicenda del licenziamento della direttrice della farmacia comunale di Loreto.

 

La dipendente, che nel luglio scorso si era rivolta ad un legale per difendere posizione occupazionale ed immagine professionale, era stata sollevata dall’incarico affidatole nel 2007 dalla Loreto Multiservizi, la partecipata 100% comunale che amministra le due succursali della farmacia.
Un atto assunto dalla presidente della società in house providing quando l’intero consiglio di amministrazione era formalmente decaduto da mesi e, in attesa di nomina da parte del neo eletto sindaco, avrebbe dovuto svolgere solo ordinaria amministrazione. Contro quella decisione si erano schierati i consiglieri di SiAmo Loreto Cristina Castellani e Gianluca Castagnani. In particolare, la capogruppo Castellani aveva segnalato in consiglio comunale «la grave irregolarità del licenziamento, sia per la procedura seguita, sia perché l’atto era da ritenersi illegittimo in quanto assolutamente non giustificato da motivazioni». E’ «pretestuoso - ricorda oggi - voler dare responsabilità alla direttrice, nel periodo più intenso della pandemia, del lieve calo dei profitti della farmacia, problemi comuni a tutte le attività del settore. La maggiore responsabilità poteva proprio essere attribuita alla direzione amministrativa della società che aveva affidato l’organizzazione del settore farmacia ad un consulente esterno, economicamente molto pesante per il bilancio della Multiservizi e non altrettanto efficace e produttivo. Infatti il nuovo Cda nominato da Pieroni ha prontamente disdettato la consulenza, tra i primissimi atti del proprio mandato. E’ all’attuale presidente e ai nuovi consiglieri - sottolinea Castellani - che si deve il cambio di atteggiamento nei confronti di questa vicenda, in cui hanno mostrato senso di responsabilità e volontà di una positiva risoluzione». 

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