Catturato il regista delle maxi truffe. Rubava Porsche: 13 anni di carcere. Mandato di cattura internazionale per Paolo Fioretti

Il capo della Squadra mobile Carlo Pinto
Il capo della Squadra mobile Carlo Pinto
di Talita Frezzi
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Domenica 12 Giugno 2022, 06:10

JESI  - Truffe, riciclaggio, appropriazione indebita, detenzione di armi. C’era un po’ di tutto nel curriculum criminale di Paolo Fioretti, jesino di 53 anni, latitante dal 2019 e individuato tra i vertici di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa continuata in concorso, alla ricettazione, al falso ai danni di aziende e privati. Tutti reati commessi nelle Marche nei primi dieci anni del 2000 e per i quali era stato condannato a una pena definitiva di 13 anni e 6 mesi di carcere. 


Intuendo che la sentenza per quel cumulo di pena sarebbe presto arrivata, ha pensato bene di svignarsela all’estero e rendersi irreperibile. Ma la sua latitanza in Ungheria, dove si era stabilito dal 2019, è finita e ora si trova rinchiuso al carcere di Viterbo, grazie a una minuziosa indagine fatta di pedinamenti digitali e ricerche condotte dalla sezione Criminalità organizzata e catturandi della Squadra mobile di Ancona diretta da Carlo Pinto. La Procura Generale ha emesso nei confronti di Paolo Fioretti un mandato di arresto europeo e sono scattate le indagini della Mobile insieme all’Interpol nell’ambito dell’attività di ricerca e cattura di soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi-progetto “Wanted” attuato dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato.

I Poliziotti della Questura di Ancona, alle prime luci dell’alba di ieri hanno preso in consegna Fioretti presso lo scalo aereo di Roma-Fiumicino proveniente da Vienna. Il 53enne era scocciato di trovarsi di nuovo la Mobile tra i piedi e che proprio i poliziotti guidati da Carlo Pinto avessero cambiato la sua permanenza ungherese in un lungo soggiorno nel carcere di Viterbo. Tra le varie pratiche illecite, Fioretti e gli altri della consorteria criminale erano soliti acquistare in leasing veicoli di pregio, tra cui Porsche, salvo poi interrompere i pagamenti, appropriandosi illecitamente delle supercar.

Numerosi gli episodi di truffe ai danni delle assicurazioni relative non soltanto a veicoli, ma anche ad aziende, le cui sedi produttive venivano incendiate per riscuoterne i premi. Durante le fasi del processo - al termine del quale gli è stata comminata la pena cumulativa di 13 anni e 6 mesi di reclusione - Fioretti si era dato alla fuga. Grazie alle attività info investigative della Polizia però era già stato individuato in Ungheria nel 2019 quando, a seguito di mandato di arresto europeo emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona, era stato posto in arresto. 


Tuttavia, era riuscito nuovamente a rendersi latitante e a darsi alla fuga. Successive attività investigative sui 3 cellulari in uso a Fioretti con numero ungherese, hanno permesso alla Polizia italiana ed europea coordinate dall’Interpol del Servizio Centrale Operativo di Roma, di individuare nuovamente il ricercato, questa volta in Slovacchia, a Bratislava, dove si era rifatto una vita. E’ proprio qui che la polizia del posto è riuscita a localizzarlo e trarlo in arresto in esecuzione del provvedimento di cattura internazionale, emesso dall’Autorità Giudiziaria marchigiana. 

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