Rebus delle quarantene in classe, segnalazioni sabato e domenica, corsa ai tamponi. «Situazione ingestibile, ci vorrebbe Superman»

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Andrea Maccarone
Rebus delle quarantene in classe, segnalazioni sabato e domenica, corsa ai tamponi. «Situazione ingestibile, ci vorrebbe Superman»

ANCONA - Stanno rientrando alla spicciolata gli alunni della scuola primaria Maggini che tra il 18 e il 25 novembre ha registrato il picco di classi in quarantena. Tre in contemporanea per un totale di 62 studenti in dad. Ma la guardia è sempre alta. Soprattutto da parte dei dirigenti scolastici che si trovano aggrovigliati in una matassa di incombenze burocratiche che li obbliga ad una reperibilità 7 giorni su 7 e praticamente h24.

 


Le giornate scorrono più concitate che mai per i presidi degli istituti della città. In primis per via del rialzo dei contagi che negli ultimi giorni ha visto un notevole incremento di classi in didattica a distanza. E poi perché sulle spalle dei dirigenti pesa l’aggravio di responsabilità organizzative da dover sbrigare. «E’ innegabile che siamo in affanno» lamenta la professoressa Silvia Del Monte, dirigente dell’Istituto Comprensivo Grazie-Tavernelle, quello che per altro ha contato il maggior numero di studenti sottoposti alla misura della quarantena.


Il virus circola
E nonostante il virus sia tornato a circolare prepotentemente tra i banchi di scuola, non è la preoccupazione il motivo di stress. «Siamo allo step successivo - continua Del Monte - affaticati nel dover gestire una serie innumerevole di impellenze». Su tutte lo scoglio della prenotazione dei tamponi per gli studenti. «Non è una cosa gestibile - spiega la dirigente - riceviamo comunicazioni anche il sabato pomeriggio e subito dobbiamo attrezzarci per prenotare il test la domenica mattina. Non siamo mica Superman». 
«Comprendo bene lo stato di apprensione dei dirigenti scolastici - dice l’assessore alla pubblica istruzione Tiziana Borini - si aggiunge ansia su ansia» Poi ci sono tutte le richieste da parte dei genitori, piuttosto spaesati, che riversano sulla scuola interrogativi di ogni genere. 


La prima linea
La prima linea è quella dei docenti. «A loro chiedono come fare per organizzarsi in caso di quarantena, tamponi eccetera - spiega Del Monte - a me, invece, arrivano le questioni più particolari». Dunque l’ansia del personale scolastico, da una parte, nel dover gestire un traffico di burocrazie fitte e articolate. Dall’altra l’ansia delle famiglie piene di incertezze e soprattutto di timori per via della recrudescenza del virus. «Da parte nostra c’è preoccupazione - ammette Claudio Canuti, rappresentante dei genitori per l’Istituto Comprensivo Ancona Nord - anche se nelle nostre scuole, al momento, non c’è neanche una classe in quarantena». 


L’ottimismo
Ma da quanto si sente in giro, è come se prima o poi ci si aspettasse che spunti il caso di positività con tutto ciò che comporta a livello di protocollo. Ma un barlume di ottimismo, in fondo, c’è. 
«Parlando con alcune mamme - racconta Canuti - ho appreso che molti ragazzini, soprattutto tra la fascia 11-13 anni, sono vaccinati. E questo ci fa stare un po’ più tranquilli. Ma anche tra i più piccoli sta prendendo piede. Incide sicuramente l’attività sportiva extrascolastica praticabile col tampone, o altrimenti con il vaccino».

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