La casa di riposo non è più Covid free: focolaio con dieci positivi e piano vaccinale in ritardo

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Giacomo Quattrini
La casa di riposo non è più Covid free: focolaio con dieci positivi e piano vaccinale in ritardo

OSIMO - Case di riposo tra la continua lotta per arginare il Covid e l’estenuante attesa per le vaccinazioni. Sono giorni di speranza e frustrazione nelle tre residenze per anziani di Osimo, che ne ospitano complessivamente 500 tra Grimani Buttari, Bambozzi e Recanatesi. In quest’ultima oltretutto il coronavirus è entrato per la prima volta proprio questa settimana.

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Finora sempre Covid-free, la Fondazione presieduta da Jacopo Bellaspiga ha fatto anche lei ora i conti col virus. Un focolaio di 10 persone positive è emerso dopo che, tra il 12 e il 15 gennaio, sono stati svolti dei test antigenici in struttura, come previsto dalle linee guida Asur. 

 

La situazione 

Tra gli ospiti 5 i positivi, di cui 3 con sintomi come febbre ma per ora sotto controllo e senza bisogno di ricovero ospedaliero. Anche tra il personale sono 5 i positivi, solo uno con sintomi, mentre in 7 sono in quarantena e in 9 in attesa di tampone molecolare. «Presumiamo –spiega il presidente Bellaspiga- che il contagio sia partito da un operatore. Abbiamo attuato tutte le misure di sicurezza previste con la quarantena per gli ospiti positivi e la raccomandazione a tutti gli altri di rimanere nella propria camera». 
Contestualmente è stato messo in quarantena domiciliare anche il personale che è entrato in stretto contatto con gli ospiti contagiati o che è risultato positivo al test rapido. «La situazione è monitorata dal personale sanitario ed assistenziale e –spiega Bellaspiga- siamo in stretto contattato con gli uffici Asur». Al Grimani Buttari in questo momento zero contagi tra personale e ospiti dopo la situazione critica vissuta a primavera. Il presidente Fabio Cecconi rileva però un altro problema, comune a tutte e tre le case di riposo cittadine: il ritardo del piano vaccinazione. «La campagna vaccinale non è ancora iniziata per mancanza di dosi anche se –spiega Cecconi- l’adesione volontaria dei dipendenti già espressa supera il 74%». Relativamente agli ospiti «ve ne sono circa 50 che sono in grado di esprimere il consenso in modo autonomo e stiamo raccogliendo i necessari pareri dei loro medici di base». Per gli altri bisogna coinvolgere gli eventuali tutori o amministratori di sostegno e familiari di riferimento: «Contiamo di raggiungere una quasi totale adesione alla vaccinazione degli ospiti fatta eccezione per i casi in cui è sconsigliata dai sanitari». Il problema è che ad oggi tra Buttari, Recanatesi e Bambozzi nessun operatore né tantomeno ospite è stato ancora vaccinato. Al Buttari per ora solo i medici lo hanno avuto. 
Il nodo 
Laura Cionco, presidente del Bambozzi di San Marco, l’unica residenza rimasta Covid-free a Osimo da inizio pandemia, evidenzia che «la situazione non è del tutto chiara, perché –dice- dubbia è la possibilità di somministrazione data l’attuale carenza di vaccini e poi per la questione del consenso, nel caso soprattutto di ospite con amministratore di sostegno contrario». Non è chiaro se dovrà dirimere il contrasto un giudice: «Ci stiamo lavorando. Se così fosse il rischio –analizza Cionco che oltretutto è un avvocato- è di ingolfare il sistema giustizia» mentre sui lavoratori si aspetta che «i rappresentanti sindacali promuovano il vaccino».

 

Ultimo aggiornamento: 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA