Ancona, i medici cinesi aiutano Torrette da remoto, ma l'ospedale da campo è più vicino

Domenica 29 Marzo 2020
Ancona, i medici cinesi aiutano Torrette da remoto, ma l'ospedale da campo è più vicino

ANCONA - Torrette chiama, la Cina risponde, anche se per ora solo a distanza. In attesa di potersi rendere utili di persona, medici che hanno combattuto il Coronavirus nella bocca del cratere di Wuhan spiegano in modalità smart ai colleghi della sanità marchigiana come hanno fatto a uscire da quell’inferno in 55 giorni, sperando che l’impresa riesca anche in Italia in meno di due mesi. È successo nel corso di una videoconferenza tra gli Ospedali Riuniti di Ancona e il Taizhou Enze Medical Center, un ospedale dove lavorano 160 fra sanitari e tecnici iche hanno già fronteggiato l’avanzata del Covid-19 nella trincea di Wuhan, la megalopoli cinese dove si è sviluppato il primo focolaio dell’epidemia. 

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I medici cinesi, che dal 2013 hanno rapporti di collaborazione con l’ospedale di Torrette, aspettano le procedure di autorizzazione per poter partire per Ancona, come ogni anno. Intanto però già nei giorni scorsi hanno spedito alla volta di Torrette 27 scatoloni con tute protettive, occhiali di protezione, mascherine mediche e guanti, arrivati ieri pomeriggio. E venerdì i direttori e gli esperti del Gruppo Enze hanno azzerato i circa 9.000 km di distanza da Ancona, collegandosi in videoconferenza con gli Ospedali Riuniti.

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