Don Sergio e il no alla profilassi: «Predico il Vangelo, non il vaccino. E mi proteggo con le cure alternative»

Martedì 21 Settembre 2021 di Véronique Angeletti
Don Sergio e il no alla profilassi: «Predico il Vangelo, non il vaccino. E mi proteggo con le cure alternative»

ARCEVIA - «Predico il Vangelo, non il vaccino perché se sul primo non ci sono dubbi ed è condivisibile, il secondo è materia del tutto opinabile». Scende nella sua parte di campo don Sergio Zandri, 78 anni, parroco della Collegiata di San Medardo, la principale chiesa di Arcevia. Proclama che non è vaccinato, che non intende farlo e che non teme il Covid essendo protetto da «una cura preventiva, frutto della medicina alternativa».

 

Pertanto domenica scorsa, ad un suo parrocchiano che l’avvertiva che non sarebbe più venuto a messa perché temeva di essere contagiato dal suo prete, ha risposto: «Hai il doppio vaccino ma mi chiedo, chi di noi due ha più paura? Io che non sono vaccinato o tu che ti appresti a fare la terza dose e mi stai dimostrando che chi non crede nel vaccino non sono io, ma proprio tu».
Forte di 53 anni di sacerdozio, è stato parroco a Sant’Angelo in Senigallia, vice a Corinaldo e ad Ostra, quello che pensa don Sergio non esita né a dirlo né a scriverlo. «Perché sono per la discussione» e lo dimostra nella sua lettera alla comunità di San Medardo e San Giovanni Battista d’inizio mese. Parla di una «pandemia spirituale», di una «chiesa “non chiara” che si è adeguata al mondo, alla politica, alla medicina ufficiale che, peraltro, ci ha messi con il sedere per terra», accusa i medici che vanno in tv a dire, da 18 mesi, le solite cose, «la mascherina, il distanziamento e il vaccino» ma di non parlare di quello «che esiste in mezzo» e dunque di tacere su «cure preventive per non beccarsi il virus e sulle cure per curarsi senza andare in ospedale e senza vaccino», quelli che «distribuiscono mascherine e gel al posto di miliardi di vitamine, di prodotti per le difese immunitarie, cure omeopatiche e allopatiche, antivirali che esistono».
È convinto che «né il Papa né il presidente Mattarella avrebbero dovuto prendere posizione in merito ai vaccini perché è una libertà individuale. Ragione per cui sta scrivendo una lettera con una serie di motivazioni per spiegarlo a tutti. La sua è una mission per impedire che i fedeli si facciano ingannare. E se il Green pass dovesse imporsi nell’organizzazione delle Messe, sarebbe il primo a non poter entrare in Chiesa, semplicemente perché non ha il passaporto vaccinale.

 

Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 08:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA