Terrorismo islamico, la propaganda Isis viaggia sul dark web: perquisizioni anche nelle Marche

Terrorismo islamico, la propaganda Isis viaggia sul dark web: perquisizioni anche nelle Marche
Terrorismo islamico, la propaganda Isis viaggia sul dark web: perquisizioni anche nelle Marche
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Sabato 28 Maggio 2022, 09:44 - Ultimo aggiornamento: 10:15

ANCONA - Maxi operazione anti terrorismo di Carabinieri e Polizia in tutta Italia contro un'organizzazione dedita alla propaganda Isis sul dark web: perquisizioni anche nelle Marche, in particolare Ancona.

Perquisizioni e sequestri in diverse città italiane da parte di Polizia di Stato e Carabinieri nell'ambito di un'operazione disposta dalla Procura di Roma per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Sono 29 le persone coinvolte nel blitz volto a prevenire la minaccia terroristica di matrice religiosa derivante dall'utilizzo del dark web.  Le indagini sono iniziate oltre un anno fa in seguito alla segnalazione - acquisita dall'Antiterrorismo della Polizia di Stato e dal Ros attraverso il Federal Bureau Investigation statunitense - dell'esistenza di un sito di propaganda dell'organizzazione terroristica Isis presente nel dark web cui potevano aver fatto accesso internauti presenti in Italia.  Nel corso delle perquisizioni - che hanno interessato le città di Roma, Milano, Torino, Ancona, Bergamo, Padova, Verona, Rovigo, Vercelli, Bologna, Cesena, Rimini, Latina, Arezzo, Foggia, Reggio Calabria, Ragusa, Trapani e Caltanissetta - sono stati sequestrati numerosi device oltre a materiale informatico, su cui proseguono gli approfondimenti delle Digos e delle articolazioni della catena anticrimine del Ros, supportati dai rispettivi Uffici centrali. 

Il materiale scaricato

C'erano anche manuali di combattimento e di autoaddestramento tra il materiale scaricato da utenti in Italia da un sito di propaganda Isis nel dark web. Polizia di Stato e carabinieri hanno scoperto un voluminoso elenco di circa 2000 indirizzi IP riconducibili a visitatori del sito - verosimilmente geolocalizzati in Italia perché associati a provider nazionali - i quali, secondo prime informazioni, oltre ad aver frequentato in più occasioni l'ambiente virtuale nascosto, avevano scaricato materiale di propaganda dell'organizzazione terroristica. Attraverso indagini di tipo tradizionale - ovvero verifiche anagrafiche, attività informativa di settore, servizi di osservazione e pedinamento - sono stati affiancati da mirate attività tecnico informatiche che hanno permesso di isolare 29 persone già coinvolte in indagini oppure segnalate dal comparto intelligence nazionale ovvero titolari di profili social contraddistinti da contenuti estremisti o semplicemente evidenziatesi per aver manifestato indicatori di radicalizzazione.

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