Ex stazione marittima e PalaVeneto, bonifiche e reti: basteranno per tenere alla larga clochard e vandali?

Domenica 8 Maggio 2022 di Stefano Rispoli
Le reti metalliche installate all'ex stazione marittima

ANCONA - Reti termosaldate per tenere alla larga clochard e vandali. Ingabbiata l’ex stazione marittima, così come il PalaVeneto. Le protezioni metalliche spuntano qua e là, pratico rimedio per allontanare ospiti indesiderati da strutture-fantasma lasciate all’abbandono e divorate dall’incuria. In porto come in centro, le autorità reagiscono all’invasione di homeless e baby teppisti elevando barriere per impedirne l’accesso incontrollato.

 

Anche a costo di chiudere i bagni pubblici con una grata, com’è avvenuto all’ex stazione marittima, dove l’Autorità portuale, in collaborazione con Prefettura e Questura, ha voluto dare un segnale agli abusivi, come concordato nell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in cui si è parlato anche del problema degli accampamenti all’ex Fiera della Pesca. Basterà?


Nella stazione abbandonata, chiusa nel 2015, sono state rimosse anche le panchine che erano diventate suite a zero stelle per disperati, con vista sul mare. Ma l’idea di riaprire lo scalo resta sulla carta, contenuta in uno studio di fattibilità di Regione e Rfi: il documento elaborato dal ministero delle Infrastrutture, in cui è inserito anche il collegamento tra porto e aeroporto, ha riacceso il dibattito, anche se poi non c’è stato alcun seguito. Negli anni la stazione marittima si è trasformata in un rifugio per sbandati e senzatetto. Riusciranno le reti metalliche a debellare il problema? 


Stesso provvedimento è stato adottato dal Comune al PalaVeneto, chiuso ormai da due anni. A seguito di un sopralluogo di Cesare Capocasa, il questore anti-degrado, e dell’assessore Stefano Foresi, si è deciso di innalzare delle protezioni metalliche davanti all’ingresso spogliatoi, alla vecchia casa del custode e alla centrale elettrica, in modo da respingere gli assalti di sbandati che si accampavano nel dismesso palazzetto dello sport e di gruppetti di vandali che si sono ripetutamente intrufolati al suo interno per organizzare party da sballo all’insegna di alcol e droga.

Dopo le numerose segnalazioni dei residenti di via Veneto e dintorni, stanchi del degrado sotto casa, il Comune è intervenuto ingabbiando il palas. E ora promette telecamere di videosorveglianza, in attesa che diventi realtà il maxi progetto da 6 milioni di euro, finanziato con i fondi del Pnrr, per riqualificare l’intera struttura. C’è tempo fino al 2026 per non veder svanire i contributi: bisogna fare in fretta. 

 

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