Ancona, lo scuolabus è pieno: non c'è
posto per il bimbo che abita fuori città

Sabato 8 Settembre 2018 di Lorenzo Sconocchini
ANCONA - Due cuginetti, chiamiamoli Paolo e Marco, frequentano da quattro anni la stessa scuola elementare e dopo le lezioni vanno a pranzo dai nonni, gli stessi nonni, e con loro fanno i compiti in attesa che i genitori tornino dal lavoro. Ma dalla prossima settimana, quando riapriranno le scuole, Paolo potrà salire sullo scuolabus e arrivare fino a casa dei nonni, mentre per Marco non ci sarà posto sul pulmino giallo e i familiari dovranno arrangiarsi per riprenderlo. È la situazione paradossale segnalata dai genitori di un bambino iscritto alla quarta classe della scuola elementare Ungaretti di Candia, frazione di Ancona.
  
Abitano a San Biagio di Osimo, ma hanno sempre iscritto i figli (prima del maschietto la sorella maggiore, che ora è alle medie) alla scuola elementare di Candia. «Lo abbiamo dovuto fare per problemi di orari di lavoro, perché a Candia ci sono i nonni, che abitano al Villaggio Verde e se ne possano occupare fino al nostro arrivo”, raccontano Andrea e Arianna, che prima del matrimonio erano sempre vissuti ad Ancona e anche ora continuano a lavorarci.
Entrambi i loro bambini, la più grande dal 2010, hanno sempre usufruito senza problemi del trasporto pulmino, solo nel tragitto di ritorno, perché all’andata li accompagnano i genitori. «Purtroppo quest’anno ci è stato comunicato dal Comune di Ancona che non ci saranno posti a sufficienza sui pulmini e che il nostro bambino insieme ad altri potrebbe essere escluso dal servizio - raccontano -. Ci hanno detto che ci sono più scolari iscritti rispetto all’anno scorso e non c’è posto per tutti e che non possono mettere un altro pulmino».
 
Marco, nome di fantasia del bambino, rischia di ritrovarsi in fondo alla graduatoria per il fatto che non è residente nel Comune di Ancona. Ma pesa anche il ritardo con cui è stato iscritto al servizio scuolabus. «Ci siamo accorti a metà giugno che i termini per l’iscrizione erano scaduti il primo giugno - spiega la mamma -. Erano arrivati gli avvisi per posta elettronica, ma noi non siamo iscritti nella mailing list perché alle elementari non è indispensabile, visto che non c’è il registro elettronico. E neanche abbiamo visto i manifesti affissi dal Comune in città, visto che non abitiamo ad Ancona».
 
Ma quando a giugno la signora Arianna telefona in Comune, preoccupata per essere arrivata fuori tempo massimo con la richiesta del servizio trasporti, la rassicurano, dicendo che in caso di posti disponibili i termini per le iscrizioni sarebbero stati riaperti a settembre. E in effetti da lunedì scorso fino a ieri, è stato possibile presentare di nuovo le domande per lo scuolabus, tranne che per cinque istituti dove già a giugno non c’erano più posti: le primarie Maggini, Falcone e Don Milani e le medie Buonarroti e Marconi. Alle Ungaretti, in realtà, c’erano altri posti. Così la mattina del 3 scorso, alla prima finestra utile per l’iscrizione online, la mamma dello scolaro si mette al computer e provvede. Ma non è sufficiente, perché giovedì da Palazzo del popolo la informano che sugli scuolabus che servono la scuola di Candia non ci sarà posto per tutti, perché le iscrizioni sono aumentate e non ci sono mezzi per organizzare un pulmino aggiuntivo. «Mi ha telefonato dal Comune un coordinatore del servizio, per altro molto gentile e disponibile, per dirmi che la nostra domanda era accettata con riserva perché c’erano una decina di richieste in sovrannumero, anche di bambini residenti ad Ancona, e che nostro figlio era destinato a finire tra gli ultimi in graduatoria, perché siamo residenti fuori Comune. Dunque, anche se altre famiglie rinunciassero al servizio, difficilmente nostro figlio troverà un posto. Eppure abbiamo sempre pagato regolarmente le rette, 185 euro a bambino per il trasporto solo al ritorno, neanche un chilometro e mezzo».
 
Così, a poco più di una settimana dall’inizio delle scuole, la famiglia di San Biagio di Osimo si trova costretta a riorganizzare abitudini e giornate. Perché Marco potrebbe non trovare posto a bordo mentre il cuginetto Paolo, che pure abita in un altro comune vicino ad Ancona, salirà sullo scuolabus per raggiungere la casa dei nonni. «Abbiamo preso ferie, per i primi giorni, ma poi non sappiamo come fare, i nostri orari di lavoro non ci consentono di arrivare a Candia alle 13 in tempo per l’uscita dalla scuola», spiegano i genitori del bambino. Ma sperano ancora che il Comune trovi una soluzione. «Abbiamo visto che da parte dei funzionari c’è massima disponibilità a risolvere il problema - dicono - pensiamo che i soldi per uno scuolabus in più un Comune come Ancona li possa trovare, visto che ci sono risorse per organizzare la Notte bianca e i fuochi d’artificio. Altrimenti poi non si chiedano perché le giovani coppie non fanno più figli». © RIPRODUZIONE RISERVATA