Attese infinite al pronto soccorso, il 118 resta a secco di ambulanze: «Le associazioni ci aiutino»

Mercoledì 10 Marzo 2021
Fila di ambulanze al pronto soccorso di Torrette

ANCONA - L’emergenza, adesso, è duplice. Non solo non c’è posto per i pazienti Covid all’ospedale, ma non ci sono più nemmeno ambulanze a disposizione per gestire i soccorsi ordinari. A causa della pandemia anche la rete territoriale sta andando in crisi, al punto che la centrale operativa del 118 ieri ha chiesto aiuto alle varie associazioni affinché mettano a disposizione più mezzi da far circolare in città e in provincia. 

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Ormai da tre giorni si registra il tutto esaurito a Torrette, dove sono ricoverati 143 pazienti Covid. Ieri a mezzogiorno ce n’erano 23 in attesa al pronto soccorso. Lunedì il primario Aldo Salvi era arrivato ad intimare lo stop al 118. «Non mandateci più contagiati, non abbiamo più posto», aveva scritto in una lettera. Ma già ieri all’alba nel parcheggio del pronto soccorso si è creato un nuovo congestionamento. Alle 14,30 c’erano 6 ambulanze in fila, alcune delle quali hanno scaricato soltanto dopo 6-7 ore i pazienti, monitorati e assistiti direttamente a bordo dei mezzi perché all’ospedale non c’erano spazi né barelle a disposizione. 


Questo intasamento, mai visto nemmeno durante la prima ondata della pandemia, ha generato ripercussioni a cascata sulla rete dell’emergenza territoriale. Nel primo pomeriggio di ieri tutte le ambulanze deputate al soccorso nel capoluogo erano ferme a Torrette in attesa di scaricare i pazienti Covid. Gli operatori di Ancona Soccorso non sapevano più dove reperire mezzi. Sarebbe bastata una qualsiasi emergenza diversa dal Covid per mandare in crisi l’intero sistema. Così, la centrale operativa del 118 ha richiesto a tutte le associazioni, non solo quelle attive nel capoluogo, uno sforzo ulteriore affinché mettano a disposizione ulteriori ambulanze per fronteggiare l’emergenza. La necessità di personale, infatti, non è mai stata così elevata. C’è bisogno urgente di mezzi, ma soprattutto di volontari per gestire un’emergenza pandemica che ad Ancona non accenna a diminuire, nonostante l’istituzione dlela zona rossa. Lo dimostrano i dati sui contagi e il soldout registrato da giorni a Torrette. 


L’unità di crisi dell’ospedale regionale sta lavorando H24 per trovare soluzioni. Lunedì sera sono stati attivati 5 posti in più di terapia intensiva perché i 21 letti gestiti dalla Clinica di Rianimazione del professor Abele Donati sono tutti occupati. I posti aggiuntivi sono stati ricavati grazie al coinvolgimento della Divisione di Rianimazione diretta dalla dottoressa Elisabetta Cerutti, reparto che fin qui era rimasto sempre “pulito”. Ma l’emergenza non ha fine. Già ieri erano saliti a 23 i pazienti in terapia intensiva, a cui si aggiungono i 20 in semintensiva, i 39 delle Malattie infettive, i 38 del Cov-4 e i 23 che erano “parcheggiati” al pronto soccorso. Fanno 143 casi Covid. Il prossimo passo sarà potenziare l’area subintensiva, anche se il problema più grave non sono gli spazi, ma la carenza di personale.

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