Ancona, «Guarda in basso quando sei
con me»: arrestato compagno geloso

Giovedì 15 Agosto 2019 di Federica Serfilippi

ANCONA Uno avrebbe insultato e picchiato ripetutamente la compagna, costringendola persino a guardare per terra quando lei usciva per non farle incontrare lo sguardo di altri uomini. Un altro invece, in preda al timore che la moglie potesse lasciarlo, si sarebbe trasformato in uno stalker: pedinamenti, appostamenti e agguati. Un’ossessione derivata soprattutto dalla paura che la donna potesse intrecciare un’altra storia d’amore. L’incubo delle due vittime è terminato martedì con l’intervento degli agenti della Squadra Mobile, guidati dal vice questore Carlo Pinto. 

Botte alla compagna e minacce alla madre: scatta l'obbligo di dimora

Al primo uomo, un 44enne denunciato per maltrattamenti in famiglia e stalking, è stato notificato il divieto di avvicinamento all’ex compagna e alla madre di lei. Al secondo, un 43enne su cui pende una denuncia per atti persecutori, è stato imposto l’allontanamento dalla casa familiare e l’assoluto divieto di comunicare con la coniuge. Sono storie diverse, ma accomunate dalla violenza e dalla gelosia dei due uomini, entrambi anconetani, nei confronti delle rispettive compagne. Le quali hanno denunciato mesi di vessazioni e umiliazioni subite tra le mura domestiche, ma anche fuori.
 
Per quanto riguarda la vicenda del 44enne, l’ex compagna ha riferito di numerose litigate iniziate per gelosia e avvenute sin dall’inizio della loro relazione, cominciata nell’estate del 2018. Secondo quanto raccontato dalla vittima, lui era ossessionato dal fatto che lei potesse tradirlo con qualunque uomo incontrasse. Al punto che, anche quando erano insieme nei locali, le diceva di guardare per terra per non incrociare lo sguardo dei presenti. La situazione è andata via via degenerando fino a quando l’uomo è passato agli insulti e poi alle violenze fisiche. Ad aggravare la posizione del 44enne, sono state le condotte persecutorie tenute nei confronti della madre della sua ex, interpellata soprattutto per avere informazioni sugli spostamenti della figlia. La raccolta continua di testimonianze, l’estrapolazione dal telefono delle vittime di messaggi e file audio hanno completato il quadro probatorio della polizia, contribuendo all’emissione della misura cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari. 

La vicenda che vede indagato il 43enne è partita invece un paio di anni fa. La vittima avrebbe iniziato a subire vessazioni al ritorno da una serata trascorsa in compagnia di alcune sue amiche. Stando a quanto raccontato da lei in sede di denuncia, il marito si era improvvisamente convinto di un tradimento della coniuge, tanto da spingerlo ad avere un atteggiamento oppressivo fatto di pedinamenti, controlli quotidiani al cellulare della donna e appostamenti nei luoghi da lei frequentati. Nonostante le rimostranze della vittima e la volontà di dimostrare al 43enne che non c’erano motivi per dubitare del suo comportamento, la situazione sarebbe degenerata man mano. Dal check up dello smartphone, la gelosia si è trasformata in aggressioni e violenze che hanno costretto la donna a fare ricorso alle cure mediche del pronto soccorso e a rifugiarsi da parenti e amici per scappare dalla violenza del marito. Da martedì, l’uomo non rappresenta più una minaccia per la moglie. Non solo è stato allontanato dalla casa dove si trovano anche i figli, ma ha il divieto assoluto di avvicinarsi alla vittima e tentare di comunicare con lei in qualsiasi maniera. 

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