La paziente: «Ha abusato di me durante una visita». Chiuse le indagini, il ginecologo rischia il processo

Il tribunale di Ancona
Il tribunale di Ancona
di Federica Serfilippi
3 Minuti di Lettura
Sabato 26 Marzo 2022, 08:40

ANCONA - Presunti abusi su una paziente: la procura chiude l’inchiesta sul ginecologo indagato dalla scorsa estate per violenza sessuale. La notifica emessa dal pm Andrea Laurino è arrivata nei giorni scorsi nelle mani del camice bianco, difeso dall’avvocato Gianni Marasca. Dopo un periodo di sospensione dall’attività lavorativa, l’uomo è tornato nel suo studio. Il professionista, 70 anni, ha sempre smentito ogni contestazione mossa dall’ormai ex paziente.


La donna, 30 anni, si era rivolta ai poliziotti della Squadra Mobile dopo una visita ginecologica che, stando alla sua versione, era sfociata in molestie. Aveva raccontato agli inquirenti dei palpeggiamenti subiti e dell’invasione da parte del 70enne nella sua sfera più intima, con domande ritenute da lei non lecite. Uscita dall’ambulatorio tra lo sconcerto e lo sbigottimento, la paziente si era confidata poi con i genitori e un’amica. Il racconto di quanto avvenuto nello studio sarebbe stato esplicitato il giorno dopo la visita. Prima di rivolgersi alla Sezione della questura che tratta reati sessuali, si era recata anche al Centro Antiviolenza di via Cialdini per capire come poter procedere.

Una vola sporta la denuncia, erano partiti gli accertamenti, consistiti soprattutto nel raccogliere la testimonianza della 30enne e delle persone con sui si era confidata dopo la visita ambulatoriale. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, tenutosi dopo la misura della sospensione dall’attività lavorativa, il medico aveva respinto le accuse, rispondendo a tutte le domande del gip: «Ho eseguito una visita regolare, probabilmente alcune situazioni sono state fraintese dalla paziente». Insomma, il 70enne (noto professionista, con una carriera impeccabile alle spalle) non avrebbe mai oltrepassato i suoi doveri di medico.

La versione della paziente è stata finora ascoltata dalla polizia. Non si sarebbe tenuto un incidente probatorio in un’aula di tribunale. Ora l’indagato potrà presentare una memoria difensiva oppure farsi ascoltare in procura per chiarire i punti dell’inchiesta. Poi il pm dovrà decidere se richiedere per il medico il rinvio a giudizio. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA