Diego Urbisaglia, l’incubo è finalmente finito: «Ora respiro aria di casa e il 21 agosto sposo Gloria»

Domenica 20 Giugno 2021
Diego Urbisaglia con la sua famiglia

ANCONA  - «Respiro aria di casa. Finalmente. Mi godo la vita, Gloria e i tre figli». Diego Urbisaglia, 42 anni, vigile del fuoco, consigliere comunale dei Verdi, quasi singhiozza mentre è in macchina, accompagnato dalla sua futura moglie, e sta finendo il giro del quartiere per salutare i tanti amici che in questi cinque lunghissimi mesi l’hanno sostenuto in ogni modo nella sua battaglia contro il Covid.

 

«È finita, Urby is back» il suo grido lanciato in un post su Facebook accompagnato dalla foto che lo ritrae mentre lascia il santo Stefano dove è stato ricoverato dal 2 marzo per il percorso di riabilitazione post Covid. Quella barca tra le onde, con cui aveva annunciato il suo ricovero all’ospedale di Torrette il 27 gennaio, è finalmente arrivata in porto. «In mezzo alla tempesta conta il cuore, il coraggio e l’obiettivo per cui la attraversi» aveva scritto Urbisaglia, post punteggiato da centinaia di like, cuori, abbracci e frasi di incoraggiamento. Finalmente sono alle spalle cinque mesi di dura lotta, due settimane di coma e tanta fatica per riprendersi la vita. E guardare al futuro. Il prossimo traguardo? Già segnato in calendario. «Il 21 agosto io e Gloria ci sposiamo». A suggellare l’amore in Comune l’ex assessore Eliana Maiolini, i figli porteranno le fedi. 


La promessa di matrimonio Diego l’aveva pronunciata in una videochiamata quando i medici di Torrette l’avevano dichiarato fuori pericolo. «Sapere che la mia famiglia mi aspettava mi ha dato la forza di andare sempre avanti - afferma Urbisaglia - Mi hanno sorretto tutti i gironi, in mille modi. Così come è stato fantastico l’affetto costante degli amici. Questa esperienza mi ha insegnato che la vita va presa a morsi per il bello che ti dà giorno dopo giorno. La stessa assoluta normalità della vita è meravigliosa, ma te ne accorgi solo quando la perdi. E io non vedo l’ora di tornare a questa bella normalità ma anche di tornare a fare il pompiere, calzare quella divisa che è la mia seconda pelle». Quella fame di normalità che Diego ieri mattina si è ripreso un pezzetto alla volta. «Siamo passati per Marcelli, le curve del Conero, il porto, Brecce Bianche, via Ginelli, l’amica parrucchiera, la colazione alla Vecchia Anona - elenca Urbisaglia mentre la macchina si ferma per i primi saluti - Che bello respirare l’aria di casa mia e vedere i colori di casa».


Nel lungo post pubblicato ieri mattina in occasione delle dimissioni dal Santo Stefano Urbisaglia ha inoltre sottolineato di aver «provato sulla mia pelle come la sanità pubblica e quella privata possono salvarti la vita e rappresentare delle eccellenze di cui tutti noi possiamo e dobbiamo essere orgogliosi. Ringrazio su tutti Michele Caporossi, dg ospedale di Torrette, e Massimo Frascarello, direttore sanitario del Santo Stefano, ma ringrazio anche ogni singolo ausiliario, oss, infermiere, fisioterapista e dottore della Clinica di Rianimazione di Torrette, del Reparto Malattie Infettive sempre di Torrette e del Santo Stefano di Porto Potenza - ha scritto - tutte grandi persone oltre che grandi professionisti che in qualche caso sono diventati anche grandi amici». 
Il motto
Inoltre su Facebook il consigliere ha scritto: «Non sono stato un leone, perché i leoni non piangono le lacrime che ho pianto io e solo grazie alla mia famiglia e soprattutto alle donne della mia famiglia sono riuscito a trasformare quelle lacrime in coraggio. Non sono stato il più sfortunato perché in questi mesi, dalla rianimazione al Santo Stefano ho visto con i miei occhi come la vita può colpire più duro di quanto ha colpito me. Però - ha concluso il post - io c’ho messo un sacco di pazienza e costanza e ho lottato per ogni singolo centimetro di recupero, sempre al motto di #piùdiierimenodidomani e #pianopianojelafamo e questo non me lo toglie nessuno. Di questo mi dico bravo da solo».

 

Ultimo aggiornamento: 15:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA