Arbitro picchiato per aver convalidato il gol del pareggio: 8 calciatori e 2 dirigenti a giudizio

Giovedì 8 Luglio 2021 di Federica Serfilippi
Arbitro picchiato per aver convalidato il gol del pareggio: 8 calciatori e 2 dirigenti a giudizio. Foto di archivio

ANCONA - Stando alle accuse approdate in tribunale, giocatori e dirigenti della squadra di Collemarino avrebbero aggredito l’arbitro dopo la convalida del gol del pari della squadra avversaria, in occasione della gara disputata il 26 novembre 2016 tra il Colle 2006 e la Leonessa Montoro.

 

C’erano stati insulti, minacce e pugni, gesti di violenza perpetrati non solo dagli atleti in campo, ma anche dai tifosi (che però non sono stati identificati) e componenti dello staff del team di casa. L’arbitro, Eriseld Nazeraj, 27enne di origini albanesi, della sezione di Fermo, era stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso per i colpi incassati.
La partita, valevole per il campionato di Prima Categoria, era stata sospesa sul risultato di 1-1. Dal campo di gioco, la questione si è spostata in tribunale. E, ora, il fischietto presenta il conto per l’aggressione subita: 50mila euro il risarcimento chiesto agli imputati. Gli imputati sono 10, allora tesserati del Colle 2006. Otto giocatori (sette erano stati squalificati per tre anni dal giudice sportivo) e due dirigenti, l’allora presidente e un accompagnatore della squadra di Collemarino. Devono tutti rispondere di lesioni in concorso, ma un calciatore è anche accusato di minacce: «Io ti ammazzo, tu da qui non esci» la frase che avrebbe rivolto al 27enne, parte civile con l’avvocato Jacopo Saccomani. Aveva riportato la lesione della mandibola e di un orecchio con tanto di perforazione del timpano. Gli attimi concitati dalla partita sono stati raccontati nelle ultime due udienze dal fischietto. Tutto era iniziato poco prima della metà del secondo tempo, dopo la convalida del pareggio della Leonessa. Sarebbe stato un giocatore il primo a scagliarsi contro i direttore di gara: «Ha spinto la testa contro di me, mi sono tagliato il labbro» ha detto l’arbitro, ricordando di essere stato anche colpito nella bagarre, nel frattempo esplosa in campo, all’orecchio, sul volto e a un fianco. «Da qua non esci, devi chiamare i tuoi genitori per venire via» gli sarebbe stato detto. E ancora: «Devi tornare in Albania». Alla fine, come raccontato, dopo svariati giri di campo era riuscito a raggiungere gli spogliatoi e a chiamare i carabinieri. «Per le lesioni sono stato male un mese» ha detto al giudice Carlo Cimini. Il 5 ottobre gli ultimi testimoni e poi la sentenza. 

 

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