Gli affari dei pusher ragazzini: «Saremo ricchi per sempre»

Lunedì 28 Ottobre 2019
ANCONA - «Saremo ricchi per sempre», scriveva su Facebook Alex, poco più di vent’anni, con un facile rimando alla canzone di Sfera Ebbasta. Che ci fosse qualcosa di autoreferenziale, in quello slogan lanciato via social dal ragazzo, lo scoprirono pochi giorni dopo i poliziotti delle Volanti entrando nella sua casa di via Ruggeri, la notte del 20 febbraio scorso.

Il giovanotto, ex promessa del calcio, nascondeva nell’appartamento panetti di kush purissima, una varietà molto costosa e ricercata di cannabis, l’ultima prelibatezza per gli amanti del fumo da sballo. Ne aveva sei etti, più altri due di marijuana, un quantitativo sufficiente, secondo gli investigatori, per rifornire decine di clienti e guadagnare con lo spaccio 6-7.000 euro in poche settimane, piazzando dosi in un giro di clientela già abbastanza sviluppato.

 

Nel cellulare gli investigatori gli trovarono decine e decine di contatti: clienti insospettabili, giovani e meno giovani, anche di famiglie molto in vista in città, nomi che non t’aspetteresti di trovare in un’indagine per spaccio di droga. Nella camera da letto del ragazzo, arrestato ma poi subito liberato con obbligo di firma, oltre a un primo panetto di hashish (altri ne spuntarono in uno zainetto in cantina) i poliziotti della questura di Ancona trovarono 400 euro, una bella somma per un ragazzo di quell’età, ancora senza un lavoro stabile dopo trascorsi nel calcio giovanile e un’esperienza da barista. Non gli è bastata una condanna, perché Alex l’altra sera è stato arrestato di nuovo, trovato con mezzo chilo di kush. 

Ragazzi poco più che maggiorenni si lanciano nell’affare dello spaccio allettati dalla prospettiva di guadagni rapidi, garantiti dal giro di amicizie e conoscenze, a scuola e nello sport, e potenziati proprio dall’effetto kush, un tipo di droga coltivata soprattutto in Pakistan, Iran e Afghanistan, molto costosa (e dunque con margini di guadagno più alti per chi la smercia) per la sua concentrazione di principio attivo più alta dell’hashish che si trova comunemente sul mercato. Attualmente sulla piazza anconetana viene venduto a circa 20 euro ogni due grammi.
A fiutare il business del kush, e di altre droghe, era stato anche il 18enne apprendista artigiano arrestato mercoledì scorso a Posatora. I poliziotti, anche in quel caso delle Volanti, lo avevano sorpreso alle quattro di notte mentre si nascondeva tra i cespugli vicino alla chiesa di piazzale Camerino e gettava a terra, in un estremo tentativo di sfangarla, un sacchetto contenente una sostanza biancastra, una dose di cocaina. 

Il ragazzo (P.A. le sue iniziali, incensurato) probabilmente stava aspettando un cliente, ma la vera sorpresa è arrivata durante la perquisizione dell’appartamento in cui il 18enne abita con i genitori, del tutto all’oscuro della sua attività di pusher, svegliati in piena notte dall’arrivo dei poliziotti. Nascosto nelle intercapedini ricavate in un divano nel soggiorno, c’era un chilo di hashish di tipo kush, diviso in due panetti, che da soli avrebbero garantito allo spacciatore incassi tra gli 8.000 e i 10.000 euro. Altra droga poi era in camera da letto: due sacchetti con circa 500 grammi di marijuana, nella libreria, altro mezzo chilo di cocaina era in una busta termosaldata e sistemata con cura sopra un armadio. Tra i cd musicali, in uno di Randy Stratford , anziché il dischetto c’era un bilancino elettronico di precisione completo di batterie.

Oltre agli ultimi recenti arresti e sequestri di kush, anche altri episodi confermano come Ancona sia diventata una piazza di riferimento per lo smercio di questa variante di cannabis ad alta concentrazione di principio attivo. Pure per consumatori da fuori provincia. Un panetto di questa sostanza stupefacente era stata trovata addosso a uno dei giovani marocchini residenti nell’entroterra fermano, tra Montappone e Montegranaro, fermati il 21 marzo scorso dalla polizia nella tarda mattinata di giovedì nel parcheggio del megastore Auchan, dopo un furto commesso da King Sport. Due di loro, un ragazzo di 21 anni e uno appena 18enne, sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di furto aggravato, mentre il 19enne è stato denunciato a piede libero sia per il concorso nel furto di abbigliamento che per la detenzione della sostanza stupefacente.  Ultimo aggiornamento: 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA