Gad entusiasmante, la vittoria va al Teatro dei Dioscuri

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Elisabetta Marsigli
Il presidente della Giuria Roberto Bracci e il presidente degli Amici della Prosa Giovanni Paccapelo premiano Antonio Caponigro (al centro) della compagnia Teatro dei Dioscuri per “Uomo e galantuomo”

PESARO - Sul fil di lana del nuovo Dpcm che segna la chiusura dei luoghi di spettacolo a partire da oggi, si è conclusa ieri la 73esima edizione del Festival nazionale d’arte drammatica di Pesaro (Gad).  La cerimonia di premiazione dell’ambito concorso, ha colto il disagio e il rammarico per l’ennesima chiusura dei teatri, da parte di tutte le compagnie presenti e del direttore artistico Cristian Della Chiara che ha sottolineato quanto Pesaro sia stata l’unica città che con orgoglio e coraggio ritiene che la cultura sia un’asse fondamentale e un presidio irrinunciabile, che ha organizzato il primo spettacolo dopo il lockdown (il 15 giugno), ha mantenuto il Rof e la Mostra del Cinema e ha portato avanti il Gad Festival che per 73 anni di seguito è parte del Dna di tutti i cittadini.
«Per me e per tutti, questo rimarrà il festival del Covid, - ha sottolineato il presidente degli Amici della Prosa Giovanni Paccapelo - ma abbiamo portato avanti sempre e con coraggio i nostri programmi, dal lavoro con le scuole fino alla pubblicazione dell’ultimo libro dedicato al nostro amato Claudio Sora che il Covid ci ha portato via qualche mese fa. E siamo particolarmente orgogliosi della collaborazione con il circolo dei lettori che ha promosso il premio di drammaturgia Antonio Conti che in soli due anni è diventato punto di riferimento per tanti scrittori e che oggi affianca il festival con la messinscena dell’opera vincitrice». “Il raccolto”, ha concluso infatti, ieri pomeriggio, la lunga e intensa kermesse del festival, mentre la seconda edizione del premio Conti ha premiato, ieri mattina, Marleen Scholten, di madrelingua olandese e residente a Milano, con il testo “La Codista” che sarà rappresentato nella prossima edizione del festival.
Incetta di premi per lo spettacolo vincitore della 73esima edizione: “Uomo e galantuomo” dell’associazione culturale Teatro dei Dioscuri di Salerno che si è aggiudicata anche il premio come miglior regia (Antonio Caponigro) e miglior attrice giovane (Marta Clemente), oltre alle diverse nomination per il miglior attore, miglior caratterista e migliori scene. Ma anche “Il sogno di Domenico” della compagnia Colpo di Maschera di Fasano non è stato da meno: secondo miglior spettacolo (sempre per la Giuria del festival presieduta dal dottor Roberto Bracci), ma anche miglior spettacolo per la giuria dei giovani. La compagna di Fasano si è aggiudicata anche il premio come miglior attore giovane (Gerry Moio) e miglior commento musicale, assegnato al bravo Damy Ditano. Terzo classificato, lo spettacolo “Senza Hitler” della compagnia degli Evasi di La Spezia, che ha visto vincitore anche l’attore protagonista Andrea Carli, efficace interprete del testo di Edoardo Erba. Il premio del pubblico è andato a “Amami quanto io t’amo”, della compagnia Linea di Confine di Roma, di cui la giuria del festival ha premiato l’interprete, Paola Negrin, come miglior attrice che ha dato corpo, cuore, anima e voce, ai tanti personaggi della struggente storia di Marguerite Gautier, di Alessandro Dumas figlio. Miglior caratterista è risultata Nadia Bruno, della compagnia MasKere di Opera, anche autrice dello spettacolo “Il tavolo verde”. Il premio per i migliori costumi è andato a Carolina Cubria del Gruppo teatrale La Trappola di Vicenza, per l’importante lavoro di ricerca storica e la scelta cromatica particolarmente vivace che hanno accompagnato gli spettatori nelle atmosfere briose e mirabolanti della Commedia dell’Arte. La magia e l’atmosfera felliniana del circo ha premiato Daniele Segalin e Graziana Parisi del Théatre Dégart di Giardini Naxos.

 

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