Museo Archeologico delle Marche, riaperta oggi la sezione “romana” a 51 anni dal sisma del 1972. Domani ingresso libero

Museo Archeologico delle Marche, riaperta oggi la sezione romana a 51 anni dal sisma del 1972. Domani ingresso libero
Museo Archeologico delle Marche, riaperta oggi la sezione “romana” a 51 anni dal sisma del 1972. Domani ingresso libero
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Mercoledì 6 Dicembre 2023, 16:35

Museo Archeologico delle Marche, riaperta oggi la sezione “romana” a 51 anni dal sisma del 1972. L’inaugurazione dell'area alla presentazione alle autorità, poi l’intero museo di Palazzo Ferretti ad Ancona visitabile con ingresso libero fino alle 23.30 e per l’intera giornata di domani, giovedì 7 dicembre 2023, con il consueto orario 08:30-19:30.

Nell’ambito del delicato intervento di rinnovamento (restauro architettonico e riallestimento) in corso al Museo Archeologico Nazionale delle Marche, ha riaperto oggi la sezione dedicata all’archeologia dell’età romana nel territorio marchigiano, chiusa dal 1972 a seguito dell’evento sismico che ha profondamente modificato il volto e la storia della città di Ancona. Il nuovo percorso espositivo proporrà all’attenzione dei visitatori una selezione di reperti che narrano le vicende della regione, dalla romanizzazione fino alla fine dell’Impero Romano.


Un lavoro complesso

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche (MAN Marche) da 160 anni esatti è un punto di riferimento per la storia archeologica marchigiana in continuo dialogo con il territorio. Dai musei della Direzione Regionale Musei Marche (i musei archeologici statali di Ascoli Piceno, Arcevia, Cingoli, il museo e parco archeologico di Urbisaglia e l’Antiquarium statale di Numana) ai musei civici e/o locali, il MAN Marche racconta al visitatore il territorio marchigiano e allo stesso tempo rimanda alle collezioni che rendono le Marche un museo archeologico diffuso andando a tenere le fila di una rete che propone un continuo scambio di informazioni dal generale al locale e viceversa.

La nuova sezione dopo 51 anni

Con il nuovo racconto della sezione età romana nelle Marche, il museo offrirà una nuova veste a reperti non più visti dal 1972, anno del terremoto che ha comportato danni e la conseguente chiusura di Palazzo Ferretti, ampliando il percorso di visita di altri due piani. Tra le tante curiosità di questa particolare sezione del MAN Marche, da segnalare la raccolta di ritratti che vanno dall'età repubblicana a quella tardo imperiale, i quali mostrano i volti degli antichi abitanti delle città romane delle Marche.

Gallo, parola d'ordine rinnovamento

«La Direzione regionale Musei Marche – dice Luigi Gallo, direttore regionale Musei Marche oltre che della Galleria Nazionale delle Marche - sta canalizzando risorse economiche e umane per un’operazione di rinnovamento di ampio respiro del MAN Marche, per dare nuova linfa a uno dei musei archeologici più ricchi e significativi del versante adriatico. In questo ultimo anno abbiamo dato avvio a interventi a tutto tondo, coordinando diversi canali di finanziamento, che in contemporanea stanno riportando allo splendore la preziosa sede di Palazzo Ferretti, il più bel palazzo di Ancona, e stanno riconfigurando il percorso e l’esperienza museale secondo il masterplan generale elaborato con il direttore Voltolini. L’obiettivo è fare del MAN Marche un concreto attrattore culturale, facendo emergere quel valore peculiare e identitario connesso alle radici più profonde del territorio. I risultati di questo 2023 che volge al termine – aggiunge Gallo -, il numero dei visitatori e l’apprezzamento ci stanno confermando che la strada intrapresa è quella giusta. La sezione museale dedicata all’età romana nelle Marche, oggi aperta al pubblico e che ha visto l’intervento progettuale anche dell’architetto Cecilia Carlorosi, attuale Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro e Urbino insieme all’architetto Andrea Tabocchini, è un altro passo verso il nuovo MAN Marche.Una nuova e ampliata offerta culturale che risarcisce le ferite del passato, restituendo alla fruizione le opere che il terremoto del 1972 aveva imposto di togliere dagli spazi espositivi lesionati».

Voltolini: «Man Marche, anima territoriale»

Da parte sua il Direttore del MAN Marche, Diego Voltolini, aggiunge: «Il MAN Marche è un museo dalla forte anima territoriale, che ha l’onore e l’onere di essere la sede espositiva privilegiata per il patrimonio archeologico marchigiano.

L’apertura della nuova sezione dedicata all’età romana di tutte le Marche completa il percorso che già vedeva uno spazio per la città di Ancona, offrendo un respiro di portata regionale. Il Museo vuole oggi presentarsi come attore efficace per la promozione del patrimonio archeologico diffuso, con un costante rimando alle realtà locali in veste di snodo centrale della valorizzazione, offrendo una risposta fattiva al significato del Sistema Museale Nazionale. La sezione romana rappresenta inoltre un atteso risultato per la storia stessa del Museo: si ricuce oggi una ferita aperta 50 anni fa, quando l’allestimento romano fu smontato a seguito dei danni dello sciame sismico del 1972. Tutto ciò con l’obiettivo di restituire al pubblico queste collezioni museali, in una nuova e aggiornata veste, tutto lo staff del Museo e i nostri restauratori, coordinati da Emanuela Faieta, restauratrice e coordinatrice ‘Restauro e conservazione delle collezioni archeologiche’, si sono spesi in uno sforzo corale che ha permesso di raggiunge il risultato che oggi possiamo apprezzare».

Entrando più nello specifico, l’archeologa e progettista scientifico della sezione museale Nicoletta Frapiccini afferma che «Il nuovo allestimento propone un percorso tematico che illustra la vita pubblica e privata, la realtà quotidiana, i commerci e le attività delle più importanti città romane della regione, che hanno restituito molte significative testimonianze. Ritratti, sculture e manufatti ceramici e in bronzo illustrano un territorio in cui, dalla costa all’entroterra, prosperavano ricche comunità, dove i rapporti con Roma traspaiono dai gusti raffinati di committenti facoltosi, aggiornati sullo stile di vita e gli status symbol ricorrenti nella capitale, di cui non di rado amano fare sfoggio, contribuendo a definire i contorni di un quadro vivace e variegato delle Marche in età romana».

La collega Amanda Zanone aggiunge che «Oggi, reperti che non sono stati esposti per 50 anni, contribuiscono a ricomporre esiti e aspetti della romanità in un territorio segnato da importanti vicende storiche, trasformazioni e interazioni etnico-culturali. È una lunga storia, non solo archeologica, nella quale si intrecciano cultura materiale, vicende umane, dinamiche insediative e socioeconomiche. Il racconto museale, con uno sguardo rivolto a vari aspetti della vita in età romana, è anche un invito a riscoprire proprio sul territorio le tracce del passato».


Alcune date importanti

Avviate nel 1863, le collezioni archeologiche di Ancona ottennero nel 1906 il titolo di “Regio Museo Archeologico Nazionale delle Marche”, diventando uno dei primi musei archeologici nazionali in Italia. Un museo dalla storia travagliata: nel 1944 l’allora sede a San Francesco alle Scale subì ripetuti bombardamenti, che distrussero l’edificio e danneggiarono in modo consistente anche parte delle collezioni.

Nel dopoguerra fu individuata come nuova sede l’attuale Palazzo Ferretti, il più bel palazzo di Ancona divenuto proprietà statale. Il nuovo museo a Palazzo Ferretti fu aperto al pubblico nel 1959, completando l’allestimento di tutte le sezioni espositive nel 1969. Dopo soli tre anni lo sciame sismico che colpì ancona nel 1972 causò danni ingenti al palazzo e si resero necessari corposi interventi strutturali e di restauro, che durarono più di quindici anni.

Con un grande lavoro di riallestimento dal 1988 a oggi sono state riaperte cinque sezioni del museo: la civiltà picena (1988), la preistoria (1990), l’età del Rame (1995), l’età del Bronzo (1997), Ancona ellenistica e romana (2010-2014).

Adesso ritorna al pubblico anche la collezione di opere e reperti di età romana rappresentativi di tutto il territorio regionale, in un Palazzo Ferretti in rinnovamento.


Per informazioni


Museo Archeologico Nazionale delle Marche. Palazzo Ferretti, Via G. Ferretti 6, Ancona (Tel.: 071.202602)
Email: drm-mar.museoancona@cultura.gov.it. Sito web: http://www.musei.marche.beniculturali.it
Orario: martedì e mercoledì ore 08:30-13:30; giovedì, venerdì e sabato ore 08:30-19:30; domenica ore 14:00-19:30; prima domenica del mese 8.30-19.30; lunedì chiuso. Ingresso: intero euro 6, ridotto euro 3 (18-25 anni), gratuito fino a 18 anni e categorie previste dalla normativa in materia. Servizi: accesso disabili, sala studio, sala conferenze.
 

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