Asini Bardasci e Fidanza ricordano Tenco in “Ciao Amore Ciao” , Paolasini in un gioco di metamorfosi entra ed esce dalle vesti del cantante

Giovedì 21 Aprile 2022 di Gianluca Fenucci
Una scena dello spettacolo

MONDAVIO - Il 27 gennaio del 1967, mentre tutta l’Europa si apprestava a vivere un grande periodo di contestazioni, a Sanremo, un paese sospeso tra il sogno e la realtà a pochi chilometri dalla costa azzurra francese, durante il Festival della canzone italiana, il cantautore Luigi Tenco veniva trovato cadavere in una stanza del lussuoso albergo Savoy. Prende le mosse da questo drammatico episodio lo spettacolo “Ciao Amore Ciao, un’inchiesta su Luigi Tenco” portato in scena sabato 23 aprile al Teatro Apollo di Mondavio alle ore 21.15 da Filippo Paolasini della compagnia Asini Bardasci e Fabiola Fidanza. Filippo Paolasini, in un gioco di metamorfosi, entra ed esce dalle vesti del cantante per raccontare una storia difficile e travagliata mentre Lucia Bianchi impersona tutte le donne della vita di Tenco, dalla madre a Dalida, passando per la giovane intervistatrice alla misteriosa Valeria.

In scena anche la band composta da tre musicisti, Alessandro Centolanza alla chitarra e contrabbasso, Lucio Matricardi al pianoforte, Andrea Jimmy Catagnoli al sassofono, che, oltre a suonare dal vivo, si presta al gioco teatrale portando lo spettacolo ad una coralità evocativa che rende appieno i fatti realmente accaduti. Sono questi gli ingredienti di uno spettacolo totale: musica, teatro e non solo, per rivivere le atmosfere del boom degli anni ‘60, per riportare alla luce, dopo più di cinquant’anni dalla sua scomparsa, il mito di Luigi Tenco. «Per chi, come me, ha una grande passione per la musica italiana – dice Filippo Paolasini, che ha già ottenuto applausi e consensi da critica e pubblico per questo originale spettacolo - Luigi Tenco non può che essere uno dei cantanti fondamentali da conoscere e stimare. Persino l’ascoltatore più distratto, di fronte a canzoni come: “Mi sono innamorato di te, perché non avevo niente da fare...” o “Vedrai, Vedrai” non può fare a meno di accorgersi del grande mistero che gira attorno a questo cantautore.

Di Tenco ho ricordi legati all’infanzia, mio padre lo cantava spesso e per questo l’ho sentito sempre familiare, come una foto in un album di famiglia da sfogliare insieme: “Ti ricordi di lui? Ah sì Luigi, povero, che brutta fine che ha fatto...”. Questo sentimento di affetto mi è tornato in testa fortissimo e ho capito che, a più di cinquant’anni dalla tragica notte dove Luigi sarebbe potuto diventare l’icona della musica italiana, era venuto il momento di svelare il giallo della sua morte e donargli un fiore a modo mio: questo spettacolo. Ciao Luigi Ciao». Paolassini non ci sta a derubricare come sicuro suicidio la morte di Tenco e indaga sulla sua vita e sugli ultimi giorni dell’esistenza del cantautore.

“Ciao amore Ciao” si muove tra musica, parole e ricerca storica attorno alla figura di Luigi Tenco. Il racconto della vita di un cantautore romantico e dannato, il suo sguardo glaciale, così vero da renderlo diverso dai colleghi finti e patinati dello star system della musica italiana del tempo. Il suo è stato un suicidio o un omicidio? Rimane certo che la sua esistenza in vita abbia donato a tutta la musica italiana un’immensa eredità artistica.

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