Lino Guanciale all’Arena Gigli di Porto Recanati con “Non svegliate lo spettatore”: «Il pubblico deve poter sognare»

Sabato 31 Luglio 2021 di Chiara Morini
L'attore Lino Guanciale

PORTO RECANATI - “Non svegliate lo spettatore”: Lino Guanciale sarà protagonista oggi, alle ore 21,30, all’Arena Gigli di Porto Recanati. È proprio questo, infatti, il titolo dello spettacolo, voluto da Comune e Amat, in collaborazione con Isolani spettacoli. 


Lino Guanciale, come mai il titolo “Non svegliate lo spettatore”?
«Innanzitutto voglio dire che lo spettacolo è un omaggio alla vita e alle opere di Ennio Flaiano. In particolare la rappresentazione arriva dalla sua raccolta di critica teatrale “Lo spettatore addormentato”. In essa Flaiano ha concentrato tutta la sua arte, e noi proviamo a dare la nostra interpretazione della sua provocazione: per lo scrittore, infatti, lo spettacolo ideale è quello in cui lo spettatore dorme».

 
In che senso?
«Chiaramente è figurativo. Il senso profondo è quello per cui si smascherano tutti i vizi o si danno messaggi estetici. E qui quello che vogliamo trasmettere è che lo spettatore deve entrare nel teatro aspettandosi di trovare quella magia propria degli spettacoli, staccando l’ideale spina dal suo mondo. Entrando nella platea, andando a vedere lo spettacolo deve varcare la soglia e respirare quell’atmosfera in cui si sogna insieme all’attore. E questo sogno non dovrebbe mai finire». 


Un viaggio particolare ed emozionante quindi?
«Sì, è proprio quello che ci aspettiamo, un’ora intensa in cui porteremo idealmente gli spettatori tra le nuvole, mostrandogli letteratura, cinema, teatro».


Come si articola quindi questo spettacolo?
«Sul palco ci sarò io, e ci sarà la musica dal vivo del Maestro Davide Cavuti. Mi piace che sulla scena ci sia musica, ormai io e Cavuti siamo una bella coppia da palcoscenico: abbiamo un grande affiatamento sul lavoro e nel frattempo siamo diventati pure molto amici».


Lei ha avuto la fortuna, agli inizi della carriera, di essere diretto da Proietti: che ricordo ha del grande Maestro?
«Era il periodo in cui uscivo, diplomato, dall’Accademia di arte drammatica. E iniziare con Gigi Proietti è stata la cosa più bella che potesse capitarmi. Un attore non può avere una cura migliore di questa. Ricordo in particolare un episodio: eravamo dietro le quinte, a osservare lui che doveva andare in scena. Io e alcuni colleghi, vedendolo nervoso, gli abbiamo parlato, dicendogli che non poteva avere paura, e lui ci ha detto “Bisogna sempre essere spaventati, altrimenti si rischia di fare male. Si deve avere rispetto per il palcoscenico”».


Lino Guanciale sta meglio a teatro o nelle fiction? 
«Devo fare una gerarchia? In primis voglio dire che quello che ho fatto in tv è arrivato tardi, ma mi ha dato una grande popolarità. Sono grato alla tv per la visibilità». 


In futuro tornerà il commissario Ricciardi?
«Un bel successo, sono commosso e orgoglioso per aver vinto la scommessa, ma gran parte del successo è letterario di De Giovanni. Sì ci sarà una seconda serie, ma non so dire quando».

Altre cose che ha segnato in agenda?

«Non vedo l’ora di immergermi in “Sopravvissuti”, e anche in “Noi”: questa fiction, così come l’altra arriverà nei prossimi mesi. Da settembre sarò impegnato con la terza parte de “La porta rossa”».

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