ANCONA - A maggio la Primavera si mostra in tutto il suo splendore. Nonostante la stanchezza tipica del periodo, abbiamo l’opportunità di alleggerire gli abiti e la mente, trascorrendo più tempo all’aperto. Ora che anche le restrizioni contro il Covid sono diminuite per ritrovare l’equilibrio può essere utile fare una passeggiata all’aperto, magari cambiando il tragitto abituale verso casa.
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Anche soltanto un’ora di tempo trascorsa in un parco può contribuire a migliorare l’umore e il benessere psico-fisico. È ormai risaputo che l’esposizione ai raggi solari ci aiuta a fare il pieno di vitamina D, preziosa alleata per la prevenzione di molte malattie. L’aria aperta migliora la respirazione, favorisce la concentrazione, ci aiuta a riprendere il contatto con il corpo e in particolare. Tutti i sensi possono trarre vantaggio da una passeggiata nella natura. Provate ad ascoltare il canto degli uccelli, il rumore di un corso d’acqua, il fruscio dell’erba. Mangiate frutti di stagione come, per esempio, le fragole. Provate a camminare scalzi: aiuta a riconnetterci con le nostre radici. Guardatevi intorno e osservate i colori, le forme, i dettagli che spesso sfuggono alla nostra attenzione… e guardate bene i fiori.
I fiori ci affascinano fin dall’antichità. In epoca greco-romana erano un vero e proprio codice comunicativo, ancora presente oggi in monumenti come l’Ara Pacis.
All’inizio del Novecento il medico Edward Bach ideò un metodo terapeutico basato sulle proprietà dei fiori. Bach ha selezionato in tutto 38 tipologie di fiori: 12 “guaritori”, corrispondenti ad altrettante personalità umane in analogia con i 12 segni dello zodiaco che rappresentano 12 tipologie di personalità e di carattere e insieme definiscono un ciclo completo e 7 “aiuti” che possono essere messi in analogia con i 7 pianeti conosciuti fin dall’antichità, dal Sole a Saturno. Il numero 12 è quindi un numero “perfetto” e lo troviamo espresso molte volte: sono infatti 12 i mesi, gli Apostoli, le tribù di Israele.
Per la cabala il numero 12 simboleggia il tempo, infatti 12 sono le ore del giorno (e anche le ore del giorno che Adamo passò nel giardino dell’Eden) e della notte. Nell’agopuntura sono 12 i canali energetici in cui passa l’energia del corpo. Il numero 12 può anche essere messo in relazione con un cammino di crescita, di esperienze che, una volta vissute e superate, portano alla completezza. Basti pensare alle 12 fatiche di Ercole, superate le quali può tornare a casa vittorioso su tutte le prove. Il cerchio dello zodiaco (simbolo anche delle prove superate da Ercole), infatti, non è altri che un percorso di evoluzione e crescita dell’individuo: dall’impulso dell’Io inteso come costituzione fisica e disposizioni ereditarie, all’istinto visto come dominio di ciò che gli sta intorno, al pensiero inteso come comprensione del proprio ruolo e definizione di una propria concezione di vita fino alla realizzazione del proprio essere e del proprio progetto di vita.
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